Elisabeth Siddal e D.G. Rossetti

Rossetti, pittore e poeta

Nel corteo della Vita ora arriv˛ una figura Che aveva ali d'Amore...
Rossetti: Adolescenza della Vergine
D.G.Rossetti - Adolescenza della Vergine
 
D.G. Rossetti: Ecce Ancilla Domini
D.G.Rossetti: Ecce Ancilla Domini
 
D.G. Rossetti: Dante e Beatrice
D.G. Rossetti: Dante e Beatrice
 
J.E. Millais: Ofelia
J.E. Milais: Ofelia
 
D.G. Rossetti: Beata Beatrix
D.G.Rossetti: Beata Beatrix
 
D.G. Rossetti: Astarte Siriaca
D.G. Rossetti: Astarte Siriaca
 

SCHEDA 3

MORTE IN AMORE
Nel corteo della Vita ora arrivò una figura
Che aveva ali d'Amore, e con il suo gonfalone:
Bella ne era la stoffa, e nobilmente sopra ricamati,
O viso privato dell'anima, il tuo aspetto e il colore.
Misteriosi mormorii, come al destarsi della primavera,
Fremevano nelle pieghe; e attraverso il mio cuore il suo potere
Si affrettò senza traccia, come l'ora immemorabile
In cui gemé l'oscura porta del nascere e fu tutto nuovo.

Ma una donna velata seguiva, che avvolse
La bandiera intorno all'asta, per ammainarla;
Tolse una piuma dalle ali del gonfaloniere,
La pose sulle labbra di lui, e quella non fremette.
Lei disse a me, "Guarda: neppure un alito;
Io e questo Amore siamo una cosa sola, e io sono la Morte".

Da: Dante Gabriel Rossetti, La casa della vita, Londra 1881

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Il pittore e poeta Gabriel Charles Dante Rossetti, rappresenta certamente la personalità più emergente e carismatica della Confraternita preraffaellita, uno dei movimenti più significativi del panorama artistico e culturale inglese dell'Ottocento.
(Scheda 1 - in fondo alla pagina)

Nasce a Londra nel 1828; il padre, Gabriele Rossetti, era un esule carbonaro italiano che si era rifugiato in Inghilterra e la madre, Frances Mary Lavinia Polidori era figlia di un piccolo editore, anch'egli letterato, di origini italiane che era stato segretario dell'Alfieri. Gabriele Rossetti giocherà un ruolo fondamentale nella formazione culturale del figlio al quale trasmetterà il suo amore per la poesia italiana e in particolare per Dante.(Scheda 2 - in fondo alla pagina)

Il talento artistico di Rossetti si rivela precocemente tanto che, a soli tredici anni, abbandona gli studi regolari per frequentare la Sass's Drawing Academy, per iscriversi poi, a diciassette anni, alla Royal Academy. Influenzato dall'esperienza grafica di William Blake, inizia la sua carriera come illustratore dei suoi testi letterari preferiti, tra cui spiccano quelli di Goethe e Poe. Nell'ambiente della Royal Academy stringe amicizia prima con William Holman Hunt e successivamente con John Everett Millais, coi quali fonda, nel 1848, la Confraternita dei Preraffaelliti.

Nel 1850 espone le sue prime opere, L'adolescenza della Vergine e Ecce ancilla Domini, accolte tiepidamente dalla critica londinese probabilmente a causa dei temi che rivelano la cultura di matrice cattolica a cui si ispirava la famiglia Rossetti.

Il 1850 è anche l'anno dell'incontro dell'artista con Elisabeth Siddal, poi soprannominata affettuosamente Lizzy, che egli introduce nell'ambiente preraffaellita come modella e che diverrà successivamente sua compagna e poi sua moglie.

Gli anni seguenti sono segnati da un avvicinamento a Dante e ai temi della Divina Commedia. Rossetti realizza una serie di capolavori, ispirati appunto al poema dantesco, in cui sperimenta con successo la tecnica dell'acquerello e riprende ad usare il disegno dalle linee raffinate e sinuose che aveva caratterizzato la sua produzione grafica giovanile. Comincia in questo periodo anche l'identificazione di se stesso con Dante e della Siddal con Beatrice. Così la coppia Dante – Beatrice incarna, nell'opera di Rossetti, l'ideale di amore romantico che tra passioni e languori si consuma nel panorama visionario e teatrale di una Firenze medievale, vivificata dal preziosismo dei colori rossettiani:verdi smeraldo, blu lapislazzuli e gialli come oro.

Lizzy è anche l'Ofelia dell'omonimo capolavoro di Millais conservato alla Tate Gallery, dipinto tra il 1851 e il 1852, il cui tema è tratto dal IV atto dell'Hamlet di Shakespeare, nel quale la regina Gertrude descrive la morte della fanciulla. Per quest'opera, considerata da sempre il manifesto del movimento preraffaellita, Millais, per ottenere effetti di maggiore naturalismo, pare che avesse fatto posare la Siddal distesa in una vasca piena d'acqua riscaldata solamente da alcune lampade ad olio; esperimento a causa del quale la modella si sarebbe gravemente ammalata.

Elisabeth Siddal è certamente una delle figure più emblematiche del primo decennio dell'esperienza preraffaellita. Ella incarna, soprattutto per Rossetti, quell'ideale di donna il cui fascino, tra languore e malinconia profonda, è il principale motivo ispiratore di una pittura sospesa tra magia e incanto, che allude già ad un simbolismo misterioso premessa dei successivi sviluppi verso l'estetismo decadente di fine secolo.

Ma il rapporto tra Lizzy e Dante Gabriel Rossetti è destinato a concludersi tragicamente. Nel 1862 infatti la Siddal, già malata di tisi e forse a causa dei continui tradimenti dell'artista, si uccide ingerendo una fiala di laudano; è lo stesso Rossetti a trovarla, di notte, distesa sul suo letto, senza vita. Per l'artista è un colpo terribile; con lei seppellisce, in una sorta di suicidio artistico e spirituale, il manoscritto delle sue poesie (Scheda 3) che farà riesumare, insieme al corpo di Lizzy, dopo sette anni, con un atto "senza nobiltà ma non privo di grandezza" come scrisse Proust. In questa circostanza si diffonde la leggenda del corpo di lei rimasto intatto e dei lunghi capelli che avevano continuato a crescere invadendo tutto lo spazio della bara.

Anche dopo la morte Elisabeth rimane la musa ispiratrice di Rossetti e la miscela di amore-morte che caratterizza la vicenda dell'artista e della sua amata diviene fondamento delle sue future creazioni pittoriche.
L'opera Beata Beatrix, dipinta nel 1863, evoca la morte di Elisabeth. La figura femminile in primo piano, pallida e consunta, ritratto della Siddal, si ispira alla Beatrice di Dante. La donna è raffigurata in una sorta di estasi, di rapimento spirituale evidenziato dagli occhi socchiusi e dalle mani e dalla testa protese in avanti. Dal fondo, dove il Ponte Vecchio fa riferimento alla città di Firenze, avanzano guardandosi due figure maschili: Dante e la personificazione di Amore che tiene in mano un cuore ardente. Una meridiana segna l'ora della morte. In primo piano una colomba aureolata, rossa come il colore dell'amore, lascia cadere tra le mani di Lizzy un papavero bianco che stringe nel suo becco. Il papavero, da cui si ricava l'oppio che è una delle sostanze contenute nel laudano, è qui simbolo di sonno e di morte.

La morte di Elisabeth coincide anche con la fine del primo periodo preraffaellita e rappresenta una svolta fondamentale nella vita e nella carriera artistica di Rossetti. Egli infatti, profondamente segnato dalla tragedia che lo ha colpito, si stabilisce a Chelsea, accentuando sia i suoi comportamenti stravaganti (raccoglie nella sua casa civette, ghiri, vombati, marmotte, pappagalli, pavoni, lucertole e salamandre) che l'assunzione di whisky e cloralio, con il quale cerca di vincere l'insonnia. Conseguenze di questa nuova condizione di vita sono il precoce invecchiamento, il progressivo peggioramento delle condizioni di salute e il sempre maggiore isolamento in cui l'artista si rinchiude.

Verso la fine degli anni sessanta Rossetti conosce Jane Burden, donna misteriosa e affascinante che era stata la moglie del suo allievo William Morris, con la quale avvia una relazione e che fungerà da modella per le opere della maturità dell'artista. Questa nuova condizione però non restituisce serenità a Rossetti che, nel 1872, a dieci anni dalla morte di Elisabeth Siddal, sopravvive ad un tentativo di suicidio che si procura ingurgitando, a sua vola, del laudano.

In questa fase la pittura rossettiana, ormai lontana dallo stile che aveva caratterizzato i primi anni dell'esperienza preraffaellita, si indirizza verso il genere unico del ritratto femminile e della "donna fatale" in cui convivono sensualità e crudeltà. Le figure di Rossetti, dalle forme prorompenti che dominano lo spazio come grandi icone profane, si caricano ancora di più di simboli che coniugano amore e morte. Sguardi e gesti evocano suggestioni sensuali, tipo "angelo dei bassifondi" che esercitano un grande fascino sugli spettatori di epoca vittoriana e aprono la strada alle ossessioni e agli incubi del simbolismo europeo.

Negli ultimi anni della sua esistenza Rossetti, sempre più oppresso dai fantasmi e dalle angosce del passato che ormai percorrono incessantemente la sua mente, non riesce a trovare rifugio nemmeno nell'arte. Nel 1882, col fisico minato dal consumo di alcool e di droga, Rossetti si spegne esprimendo, come ultimo desiderio, quello di essere sepolto accanto alla adorata e mai dimenticata Lizzy.

SCHEDA 1

I ROSSETTI
Insieme a Dante Gabriel tutti i membri della famiglia Rossetti contribuirono, anche se in misura diversa, alla creazione del movimento artistico e intellettuale che, nell'Inghilterra dell'Ottocento, prese il nome di "preraffaellismo". Figura di primo piano fu certamente il capostipite, Gabriele Rossetti, napoletano, letterato e librettista d'opera, costretto ad espatriare in Inghilterra per sottrarsi alla pena di morte a cui era stato condannato per aver partecipato ai moti carbonari. A Londra Gabriele Rossetti divenne insegnante di letteratura italiana al King's College. Cultore di Dante Alighieri e studioso della Divina Commedia, egli si preoccupò di trasmettere la sua passione anche ai suoi quattro figli: Maria Francesca (1827-1876), Dante Gabriel (1828-1882), William Michael (1829-1919) e Christina Georgina (1830-1894). Tutti, ad eccezione di Maria Francesca che prenderà i voti, si occuparono di letteratura e arte. William Michael e Christina in particolare collaborarono con i Preraffaelliti alla redazione della rivista The Germ, organo ufficiale del movimento. L'amore per la poesia si evidenziò soprattutto in Dante Gabriel e Christina considerati entrambi significativi esponenti del romanticismo letterario inglese.

SCHEDA 2

LA CONFRATERNITA PRERAFFAELLITA
(PRE-RAPHAELITE BROTHERHOOD)

La Pre-Raphaelite Brotherhood (P.R.B.) venne fondata nel settembre del 1848 a Londra, da tre giovani studenti iscritti alla Royal Academy: Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt e John Everett Millais, a cui si unirono in seguito altri artisti. Il primo intento dei giovani pittori era quello di contrastare la tradizione accademica rappresentata in Inghilterra dalla prestigiosa istituzione artistica fondata, nel 1768, da Sir Joshua Reynolds che loro avevano scherzosamente ribattezzato "Sir Sloshua" (Signor Imbrattatele). I Preraffaelliti si proponevano di ritornare ad un'arte permeata di valori spirituali ed etici come era quella italiana precedente al classicismo rinascimentale di Raffaello. Prediligevano le tinte chiare e luminose che opponevano ai colori "succo di tabacco" dell'Accademia stendendole su una preparazione bianca in modo da ricreare gli effetti cromatici dell'affresco. Questi pittori firmavano le loro opere con la sigla P.R.B. e a chiunque li interrogava sul significato di queste iniziali spiegavano, con uno humor tipicamente inglese, che significavano Please Ring Bell (Si prega di suonare il campanello).

Durante il primo decennio di vita i Preraffaelliti parteciparono, con fortune alterne, alle esposizioni annuali organizzate dalla Royal Academy. La critica si mostrò impietosa soprattutto nei confronti di Rossetti il quale, già dal 1850, aveva deciso di non esporre più in pubblico. Il suo isolamento, conseguenza anche della tragica morte della moglie Elisabeth, lo allontanò poi progressivamente dai temi del primo periodo preraffaellita avvicinandolo piuttosto al simbolismo.

Più apprezzata fu invece l'opera di Millais che tuttavia abbandonò il preraffaellismo, intorno agli anni sessanta per dedicarsi ad una pittura dai temi e soggetti storici che lo riavvicinò alla Royal Academy, all'interno della quale ricoprì anche la carica di presidente.

Determinante, nell'ultima fase del movimento, fu la figura di Edward Burne-Jones, che Rossetti aveva conosciuto ad Oxford insieme a William Morris intorno alla metà degli anni cinquanta, e che era in seguito divenuto suo allievo. Dalla fine degli anni settanta infatti il ruolo di leader del movimento venne assunto da Burne-Jones che, tra revival classico e influssi michelangioleschi condusse ufficialmente la poetica preraffaellita verso quegli sviluppi simbolisti già avviati dal Rossetti.

Bibliografia:
M. T. Benedetti, Dante Gabriel Rossetti, Sansoni, Fi 1984
T. Hilton, I Preraffaelliti, Mazzotta, Mi 1981
T. Copplestone, The Pre-Raphaelites, Grange Book, 1999

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