Il carcere infinito - nota in margine a una mostra di Piranesi alla Caixa Forum di Madrid

Postato da Nino Martino il 9 giugno 2012 in saggi, critica, recensioni

Il carcere è un labirinto architettonico di scale, piani, catene pendenti, macchine di tortura. E ogni scala porta a un'altra scala, ad altre volte, ad archi spezzati a corridoi a piani spezzati, ad altre macchine e catene di torture. Imbrogli di linee sofferenti sono i condannati, piccole figurine contorte sperse nell'immenso labirinto. Nel carcere immaginato non si sconta una pena e se ne esce. Nel carcere di Piranesi non c'è via di uscita, il condannato soffre ed è torturato e se esce da un piano, da una volta, da una tortura è per entrare in altre volte, in altri piani, in altre torture. Non si esce dal carcere di Piranesi. E' un carcere che si moltiplica all'infinito. E' il carcere infinito. La vita è un carcere e non c'è scampo, abbandonate ogni speranza o voi che entrate.

il disegno allucinato delle carceri di Piranesi

Non sto  criticando PIranesi per la sua visione del mondo. La mia è diversa, certo, ma la sua arte indaga la realtà e disegna quello che lui vede. Splendido e affascinante. Piranesi vive nel 700, e mi vengono in mente influssi indiretti nelle illustrazioni di Dore della divina commedia, nei labirinti ciclici e senza possibilità di uscita di Escher, nella biblioteca di Babele.

Metto le mani avanti: non sono un critico d'arte, non faccio per professione le visite alle esposizioni e ai musei, non mi guadagno da vivere con le mie recensioni. Sono solo un fisico che va in giro per il mondo. Quindi nessuna pretesa. Questo lo dico perché girando per il web ho incontrato una recensione della mostra (che si era tenuta anni addietro anche a Venezia) di un critico d'arte blasonato. Semplice: due notiziole biografiche che si trovano dappertutto, una critica a un video che metteva a confronto le due versioni delle carceri (ma pare non abbia visto un secondo video, invece importante di...) e chi si è visto si è visto.

Poi sempre in web ho trovato uno che mostrava nei particolari come la struttura architettonica delle carceri di Piranesi non possa reggere. (andate a vedere).

Viene ancora in mente Escher e le sue false prospettive. Ma  è coerente. Le carceri di Piranesi sono una visone, sono un incubo, non devono reggersi strutturalmente, sono altro. Questo lo dico perché in latra parte ella stessa mostra ci sono le architetture disegnate, progettate da Piranesi. Assolutamente perfette.

Poi c'è ancora una serie di disegni di rovine romane. Spettacolari strutture in rovina (Piranesi opponeva in quel periodo la romanità alla grecità

E anche qui il critico d'arte, quello blasonato, non nota una cosa.

C'è una seconda esposizione annessa. Un fotografo, xxxx, ha ripreso i luoghi descritti da Piranesi nei suoi disegni e ha messo a confronto i disegni con le fotografie attuali. Il critico dice che non gli piacciono quel tipo di foto e che reputa inutile questa seconda esposizione annessa.

Ma dal confronto emergono due cose, la prima è che comunque Piranesi ha aggiunto elementi fantastici, e la seconda sono le dimensioni delle figurine delle persone. Le volte, le arcate le strutture romane sono da due a tre volte più dilatate nello spazio che nella realtà. Ancora una volta gli uomini appaiono come i dannati della terra entro strutture architettoniche enormi, che li schiacciano a terra. La perfezione architettonica romana è la disperazione delle figurine vaganti. Coerente con tutto quello che mi sembra sia Piranesi.

E poi c'è un video, semplicemente fantastico (quello che il critico d'arte non ha visto perché chi se ne frega del video, l'importante sono i disegni di Piranesi). Usando i mezzi del computer, quelli che costruiscono gli effetti e gli scenari di Avatar, tanto per intenderci, il video fa esplorare le carceri di Piranesi, fa salire le scale, fa entrare da un labirinto a un altro labirinto, da una sala ad un'altra sala. Sempre utilizzando,rigorosamente, senza alcuna aggiunta, i disegni di Piranesi (possibile solo oggi). E l'autore del video ha saputo cogliere bene il senso: non c'è uscita, non c'è salvezza, si va, si sale, si scende ma si è sempre dentro.

La vita è un carcere e, finché si è vivi, non c'è possibilità di evadere.

Madrid, 10 giugno 2012

Postilla

per chi non mi conosce aggiungo che la mia visone della vita è completamente diversa. Ma che importanza ha, se uno ha la pretesa di voler capire il mondo? La mostra di Piranesi, anche se esprime cose su cui non sono d'accordo, è stupenda e consiglio di vederla, vivamente. Che arte sarebbe se esprimesse solo un mondo uguale a quello che vorreste che fosse?

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