Dina Lentini

Costituzioni Future: scenari dell'immaginazione

recensione a "Costituzioni Future", raccolta di sedici racconti legati da una cornice di riflessione sul significato storico e sull’attualità della Carta Costituzionale italiana in occasione dei suoi settant'anni.

Genera segnalibro - Condividi

«Costituzioni future»  (AA.VV., a cura di Luigi Petruzzelli, Edizioni Della Vigna, giugno 2018) è una raccolta di sedici racconti distopici legati da una cornice di riflessione sul significato storico e sull’attualità della Carta Costituzionale italiana. Il punto di partenza è, per tutti gli autori, la risposta in forma narrativa al quesito classico dell’indagine controfattuale che tanto successo ha avuto nel campo della fiction e della ricerca scientifica: cosa succederebbe se.. Nello specifico, quali sarebbero le conseguenze sulla realtà sociale, politica, economica o semplicemente umana se uno o più articoli della Costituzione dovessero essere abrogati, inapplicati o interpretati in senso rigido?

Potete acquistarlo direttamente presso Edizioni della Vigna, oppure in Amazon.it, o negli altri store inline

Tutti i racconti sviluppano l’immaginazione di uno scenario possibile proiettato nel futuro lontano o immediatamente prossimo. In tutti, l’elemento catastrofico è rappresentato dalla caduta dei valori, italiani e universali, che sono stati conquistati attraverso le lotte politiche e culturali dell’età moderna e si sono consolidati nel mondo contemporaneo come norme condivise e come base delle società aperte e inclusive. Le libertà individuali, i diritti civili, la concezione del senso fondativo del lavoro, l’evoluzione dello stato di diritto e il tentativo di armonizzare libertà e uguaglianza hanno definito storicamente i caratteri sostanziali della democrazia. Hanno fornito l’apparato teorico e morale contro ogni forma di privilegio e le diverse varianti del modello di stato dispotico o totalitario.

La Costituzione, come ricorda il curatore dell’antologia Luigi Petruzzelli, è essenzialmente un patto tra i cittadini, il contratto sociale per eccellenza. Uomini e donne condividono, sottoscrivendolo, un’idea di stato e una concezione del mondo che non può essere di tipo particolaristico o subordinata a un interesse privato perché uno Stato non è un’azienda. L’alterazione della Costituzione in toto o in alcuni dei suoi valori fondamentali provoca la fine di un mondo, di un modo comune di sentire: genera angoscia e paura perché ipotizza il crollo delle difese comuni contro l’arbitrio e rievoca fantasmi che sembravano passati di barbarie, povertà, violenza. Con i loro racconti gli autori, danno corpo a questa dimensione, oggi molto forte, di preoccupazione per il futuro. Ognuno sviluppa poi il tema in modo originale, a seconda della diversa sensibilità artistica, della diversa formazione ed esperienza, ma in tutti è presente una forte critica sociale che nasce dalla descrizione di un possibile mondo allucinato, nel quale l’esistenza è ridotta a livello larvale o virtuale, del tutto espropriata di ogni diritto e di ogni umanità. In alcuni casi il registro vuol essere più duro e la vicenda narrata si sviluppa con esiti di assoluta disperazione. In altri, il messaggio di speranza e lo stimolo all’impegno risulta più esplicito.

Nel primo racconto «Danzatori nel vento» di Adalberto Cersosino, la Costituzione è un Libro che è stato interdetto nel corso di eventi che hanno sconvolto la società facendola precipitare in un nuovo medioevo. Il compito di preservare la memoria di questo testo leggendario, ormai sconosciuto alle masse, è affidato ai poeti itineranti che hanno l’impegno di tener viva la comunicazione e la dialettica, di dare una speranza ai sogni.

Alla rovina del Libro, segue, del resto, la rovina di tutti gli altri libri, la liquidazione del sapere e del pensiero critico. In «Oneri per lo stato» Milena Debenedetti immagina il degrado assoluto dell’istituzione scolastica conseguente alla possibile abolizione dell’articolo 34 della Costituzione. Eppure, nella vita alienante e disperata di un insegnante costretto a nascondere le sue doti intellettuali, è ancora viva la capacità di rintracciare sprazzi di umanità e stimolare curiosità, di passare il testimone.

Nino Martino ambienta «Diritto di cittadinanza» in una Genova che ha conservato tutta la sua bellezza, ma è scivolata in una logica di localismo e egoismo becero a causa di una Costituzione chiusa su base regionale. Ma la città finisce per ricordare la sua storia di impegno contro la dittatura e contro l’ingiustizia sociale. Le disavventure all’interno della nuova burocrazia di un uomo fin’ora rimasto ai margini del cambiamento costituzionale si saldano con la presa di coscienza dei cittadini e il coraggio di una linea di opposizione.

In «Mandato d’arresto» Donato Altomare descrive le conseguenze paradossali dell’applicazione rigida dell’articolo 14 sull’inviolabilità del domicilio, ma di fatto il racconto investe, più in generale, il crollo dello stato di diritto dovuto al rispetto puramente formale della Carta Costituzionale e allo stravolgimento dell’argomentazione giuridica volto al sostegno di azioni criminali.

Il trionfo odierno del liberismo nei suoi aspetti più selvaggi e violenti ha già avuto conseguenze drammatiche nella realtà presente: in diversi racconti la possibile ulteriore soppressione delle tutele al cittadino in campo lavorativo, previdenziale e sanitario scatena scenari apocalittici. In «Lieta fine» di Marco Di Giaimo e Giuseppe Bono il termine di vita è anticipato in funzione delle strategie di profitto della ditta. «Protocollo EU/T»di Franco Piccinini racconta la drammatica soluzione cui è costretto a ricorrere un impiegato privo della capacità economica necessaria a curare la sua malattia.

In «Diritto di sciopero» Bruno Vitiello segue il progressivo disincanto di un giovane lavoratore che di fronte alla realtà del proprio licenziamento comincia a intuire verità inquietanti sul sistema economico e sociale in cui vive: in un crescendo di tensione, il racconto termina con una suggestione che ricorda il celebre «Delitto al trentunesimo piano» di Per Wahloo.

A questi e altri ottimi racconti si accompagna, come parte integrante di «Costituzioni future», il commento dell’Avvocato Luigi Pecchioli che segue le problematiche trattate dagli autori chiarendone gli aspetti tecnici e mettendo in luce la pericolosità concreta, nella realtà presente, di un attacco ai valori fondamentali della Costituzione Italiana. In questo senso l’iniziativa dell’editore Petruzzelli non ha solo il merito di presentare una bella raccolta agli appassionati di buona narrativa: è un contributo concreto e non retorico alla celebrazione dei settant’anni della nostra Costituzione, un invito all’impegno a non tradirla. Perché la Costituzione è di tutti.

torna indietro di una pagina
critica costumi  |  cultura  |  dina  |  fantascienza  |  narrativa  |  recensioni libri  |  società  |  aggiungi un commento

Logo e suggerimenti grafici: Emilie Barret - HTML : Nino Martino - Sviluppo del sistema di gestione dei contenuti (CMS): Roberto Puzzanghera | login