"Stelle Umane", una raccolta di racconti di fantascienza di Giulia Abbate

"in verticale bruceremo insieme", recensione di Dina Lentini

"... Esprimono, anzi, l’aspetto più genuino e affascinante della fantascienza: lo slancio cognitivo/emotivo, l’eros che proietta l’uomo, come animale razionale, ad andare oltre, a spostare sempre il limite. .."

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I nove racconti di Stelle Umane rappresentano un bell’esempio di come gli scrittori contemporanei di fantascienza abbiano saputo evolversi e maturare rispetto ai filoni tradizionali. Nel caso di Giulia Abbate la scelta di tematiche di bruciante attualità nasce da una sensibilità particolare. Si tratta di un’attenzione fine, capace di cercare nel profondo, che permette l’esplorazione di problematiche individuali e collettive. Giulia può così condurre una ricerca appassionata sugli sviluppi possibili, verosimili, fantastici dell’esistenza, in tutte le sue forme. Per questo aspetto e per la grande padronanza dei diversi registri linguistici capaci di adattarsi alla complessità e varietà descritta, il libro affascina e mantiene quanto si ripromette la stessa autrice.

Già nel titolo e nell’Introduzione troviamo, infatti, la dichiarazione d’intenti di Giulia e il suo impegno con il lettore. E’ una dichiarazione dai toni leggeri e semplici, che risulta subito coinvolgente. La lettura e la scrittura non sono attività solitarie, sono basate su un rapporto vivo, fondato sull’immaginazione e sull’empatia, sul mettersi in gioco insieme. La creatività vive di relazione, di rilanci, di critiche e di condivisione, può dare piacere.

copertina del libro copertina "stelle Umane"

È da questa premessa che si sviluppa, conseguentemente, l’attenzione per la dimensione sociale della realtà, per gli aspetti problematici, per i drammi, per i nodi irrisolti che ci fanno riflettere e ipotizzare una dimensione diversa. Possiamo calarci nella situazione dei personaggi e capire perché abbiano avuto o meno una chance. Possiamo immaginare quello che hanno immaginato e cosa è stato loro offerto: può trattarsi anche solo di una fuga, di un incontro, un riconoscimento, una consolazione a livello umano. In questo senso i racconti hanno un preciso filo conduttore che è centrato sul legame indissolubile tra il singolo e l’insieme che lo contiene: il gruppo di appartenenza della persona ne costituisce comunque l’identità, può essere salvifico o distruttivo, introiettato, negato, subìto, ma è con esso in ultima analisi che occorre fare i conti. E’ solo nel rapporto con l’altro che può emergere l’umanità, la coscienza, la vita, qualunque forma essa assuma.

Giulia ha una grande capacità nell’immaginare situazioni sociali possibili o estreme, condizioni future o in parte già contenute nel presente, nelle quali l’individuo è posto in scacco o consegue una sua rivincita, nelle quali la collettività ha perso ogni riferimento, è violentata da macro-interessi, va alla deriva, regredisce o, forse troppo illuminata, viene azzerata e spenta. Per questo aspetto, i nove racconti rappresentano un filone di ricerca che si ispira alla fantascienza sociale ed esistenziale che ebbe una parte importante, negli anni cinquanta e settanta (Galaxy, Isaac Asimov’s Magazine...) nella contestazione del vecchio modello SF basato sulla classica avventura nello spazio e sui B.E.M. (Bug Eyed Monster). E proprio a proposito di spazio, occorre sottolineare un altro elemento innovativo e originale di questi racconti. Le storie e i personaggi si muovono in un ambiente assolutamente riconoscibile e familiare, uno spazio urbano contemporaneo nel quale gli eventi maturano in modo parossistico la loro contraddizione interna e i sistemi implodono o potrebbero farlo.

Nella descrizione di ambienti di ordinario degrado e violenza la scrittura di Giulia è particolarmente efficace. L’abbrutimento esistenziale, lo stato di guerriglia urbana, la lotta folle per la sopravvivenza e la tensione che ne deriva sono certo descritti in modo magistrale. Ma l’autrice va oltre questo livello. Punta a evidenziare il rovesciamento di valori costruito e veicolato da gruppi di potere perché l’aggressività introiettata dai singoli risulti funzionale al sistema. Eppure, anche nelle situazioni estreme, Giulia accompagna i suoi personaggi cogliendone i brandelli di coscienza, il dubbio, un lampo tardivo, una richiesta di aiuto.

Nel primo racconto, “Nove anni”, viene presentato uno scenario non impossibile dove la storia dei migranti è rovesciata continuamente tra soggetti predatori e soggetti oggettivati e predati. Tutta la storia è percorsa dalla pietà per un’umanità che solo a tratti riconosce le somiglianze tra disperati travolti dallo stesso destino. L’io narrante è l’ormai anziano Bashkim, che ha compiuto un viaggio nella sua interiorità più doloroso dei viaggi all’interno della criminalità e della guerra.

Il punto di vista personale, intimo e familiare, è alla base anche del secondo racconto, “Il nostro seme inquieto”. Qui il tema della decrescita è affrontato come fallimento educativo attraverso la ribellione delle nuove generazioni a un sistema che i genitori non hanno saputo criticare, in buona fede o per paura. In questo caso emerge la scelta individuale e l’assunzione di rischio, ma è presente il richiamo ad altri, a compagni che sono sulla stessa strada. D’altra parte, emerge chiaramente dai racconti come l’individualismo o il collettivismo siano modelli sociali comunque monchi. Sicuramente la direzione che offre maggiore speranza è quella del gruppo, di una comunità, di un semplice sodalizio provvisorio, tra amici.

In “Frammento N.83”Giulia utilizza un efficacissimo artificio narrativo costruendo un testo di critica letteraria per presentarci il mondo degli Esseni-Tù. I Silenziosi cantano insieme la loro storia di piccola comunità anomala cacciata in una riserva.

In “Mi basta il mirto!” Biagio e il giovane immigrato Anghel sopravvivono insieme, compagni di viaggio, all’orrore dei mostri annidati tra le pieghe della civiltà.

Persino in “Uno & Trifasico”, forse il racconto più vicino alla fantascienza tradizionale, il punto di vista e lo sviluppo della storia sono fortemente rinnovati. La questione razziale e la prospettiva di un percorso di solidarietà, di speranza d’identità, di affetto sono affrontate in modo davvero originale.

Anche la caduta spaventosa di un uomo posseduto dai miti feroci del successo e del potere rivela una tardiva traccia di umanità (“Stelle meravigliose”).

Persino l’uomo solitario che si è posto oltre il consorzio umano per soddisfare le sue perversioni sprofonda nella voragine dei sentimenti più primitivi, sommerso di fronte ad archetipi primordiali come quello della grande madre onnivora “Aspetta, mare nero”.

Una donna trova la forza di lottare e vincere a suo modo perché ha capito che la coltivazione dei cereali non può essere ridotta a questione di gusto o di certificazione industriale, ma è una scelta di vita e di verità (“Calendario della semina”).

Una donna, una come tante che cerca di far quadrare i propri sogni con il lavoro e il bilancio domestico, dovrà fare i conti con un marito reso più folle e mostruoso della macchina impazzita per un errore di software (“Il Gestionale”).

Giulia parla di migranti e di razzismo, di mostri, di comunità estinte, ma parla soprattutto di scelte dolorose che rischiano di incrinare i rapporti più forti e un’intimità anche tenacemente costruita, di esistenze in bilico, di sogni che si spezzano, di speranze. Parla, in altre parole, della realtà. Ed è proprio questo che rende godibili i nove racconti anche per un lettore non proprio appassionato o esperto di fantascienza. Sono racconti che, per le tematiche contenute e per il livello letterario raggiunto, superano le rigide etichettature di genere. Ma, naturalmente, sono “anche” racconti di fantascienza. Esprimono, anzi, l’aspetto più genuino e affascinante della fantascienza: lo slancio cognitivo/emotivo, l’eros che proietta l’uomo, come animale razionale, ad andare oltre, a spostare sempre il limite.

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“Stelle meravigliose”, racconto di fantascienza (sociale/distopica). Racconto inedito. Data di uscita: febbraio 2017

Dove acquistarlo - Link:

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Scheda del libro

Autrice: Giulia Abbate
Genere: fantascienza, fantastico, horror
Pagine: 170
Formato: epub, mobi

Sinossi:
Nove racconti fantastici e di fantascienza. Nove viaggi, lontano, tra le stelle e ritorno, alla scoperta di mondi nuovi: i nostri. Domani, forse, ma anche qui e ora.

Nove storie nelle quali il fantastico ci aiuta a capire meglio la nostra realtà, a riflettere, a pensare. Anche con il cuore.

Contiene:

“Nove anni”, racconto di fantascienza (sociale/distopica). Prefazione di Alberto Cola. Racconto pubblicato nel 2013 in "Crisis", a cura di A.Cola e F.Troccoli, Della Vigna Edizioni

"Il nostro seme inquieto”, racconto di fantascienza (sociale). Prefazione di Gian Filippo Pizzo. Racconto pubblicato nel 2014 in "Terra Promessa" a cura di G.F.Pizzo, Edizioni Tabula Fati

“Aspetta, mare nero”, racconto fantastico‐horror. Prefazione di Alessandro Morbidelli. Racconto pubblicato nel 2014 in "Canti d'Abisso", a cura di A.Morbidelli, Origami Editore

“Frammento n.83”, racconto di fantascienza (sociale/distopica). Prefazione di Alberto Panicucci. Racconto pubblicato nel 2014 in "La Maledizione e altri racconti dal Trofeo RiLL", AAVV, Nexus

“Calendario della semina”, racconto di fantascienza (sociale). Prefazione di Francesco Grasso. Racconto pubblicato nel 2015 in "Ma gli androidi mangiano spaghetti elettrici?" a cura di Grasso, Minicangeli, Mongai, Della Vigna Edizioni

“Mi basta il mirto!” racconto fantastico‐horror. Prefazione di Roberto Chiavini. Racconto pubblicato nel 2015 in "La cattiva strada" a cura di G.F.Pizzo, Delmiglio Editore

“Il gestionale” racconto di fantascienza. Prefazione di Stefano Tevini. Racconto pubblicato nel 2016 in "Oltre Venere" AAVV, La Ponga Edizioni

“Uno & trifasico” racconto di fantascienza (sociale/distopica). Prefazione di Franco Giambalvo. Racconto pubblicato nel 2016 in "La Bottega del Fantastico #5" AAVV, Nuove Vie

“Stelle meravigliose”, racconto di fantascienza (sociale/distopica). Racconto inedito. Data di uscita: febbraio 2017

Editor e coach di scrittura, Giulia Abbate è cofondatrice di “Studio83”, agenzia di servizi editoriali specializzata nel sostegno agli autori esordienti (studio83.info).

Ha esordito con “Lezioni sul domani”, antologia di racconti di fantascienza. Ha pubblicato il romanzo ucronico, finalista al premio Odissea, “Nelson” (Delos Digital) e racconti apparsi in varie antologie (RiLL, “Crisis”, “Canti d'abisso”, “Terra promessa”, “Occhi di Tenebra”, “La cattiva strada”, “Oltre Venere”). Alcuni di essi sono riuniti nell’antologia personale “Stelle Umane”.

Ha scritto articoli e recensioni su diversi portali dedicati alla letteratura di genere (MilanoNera, Thrillercafè, Continuum).

Attualmente collabora con il blogLa bottega del Barbierie con la rivista“Inchiostro”.

Contatti:

Giulia Abbate – giulia.abbate@studio83.info

Giulia Abbate ‐ il sito

L'arte di Scrivere Felici ‐ il blog

Studio83 ‐ il sito

Studio83 ‐ il blog

Lezioni sul domani – blog di fantascienza

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