“… Io sono la Storia di Star Trek non il futuro…”
Incontro con Leonard Nimoy
Di Rosaria Leonardi

Bellaria, 25/05/2002

Rosaria Leonardi intervistò a Bellaria, nel 2002, il famoso personaggio della serie televisiva Star Trek. Perché Spock è entrato nella leggenda, insieme a Star Trek? Per condiscendenza a stilemi mediocri e scontati di un pubblico immaginato o forse invece… Un’intervista chiarificatrice di molti aspetti,al di là del personaggio

Bellaria, 25/05/2002, sabato, ore 15,15.
Prima del suo ingresso nella sala centrale del centro congressi di Belluria, gremita in ogni ordine di posto, Nimoy riceve il saluto della marina, quattro fischi lunghi, come si conviene ad un capitano. Poi entra lui, si presenta come un uomo alto, magro, dai pantaloni color crema e giacca nera, camicia bianca, ed esplode l’ovazione, si susseguono decine e decine di flash, grida di evviva e di stupore, poi lui compie il gesto di saluto vulcaniano e ogni cosa assume la veste del mito. “Trent’anni fa sono venuto in Italia per la prima volta”, esordisce con grande cordialità accennando ampi gesti di saluto, eccitando tutti gli spettatori letteralmente in delirio. “Ma per Star Trek…”, sorride, “…Non l’avevo ancora fatto…Certo, la maggior parte di voi non esisteva nemmeno quando è cominciata l’avventura Star Trek. Io sono nato nel 1931. Ho settantadue anni…”. Qualcuno dal fondo della sala alza una mano, e uno dei più anziani soci dello STIC, ed ha quasi la sua stessa età (solo un anno più giovane), i due si scambiano qualche battuta e si salutano cordialmente. Quindi il pubblico viene invitato a fare qualche domanda, immediatamente si forma una lunga fila, e, attraverso l’abile lavoro dei traduttori, il miracolo di parlare in prima persona con il signor Spock prende lentamente forma.
-
Ci parli di De Forest Kelly (il dottor McCoy nella seria Classica).
De Forest Kelly era un grande attore, nonché un ottimo amico, e aveva un gran senso dell’umorismo. Shatner (il capitano Kirk nella serie Classica), invece, non era molto tranquillo sul set…Vi racconto un aneddoto. Spesso preparavano, durante le prove, delle tavolate per la colazione e De Forest era solito mangiare un boccone tutti i giorni, durante le registrazioni. Shatner pensò di fargli uno scherzo, e chiese ad un tecnico di distarlo. E’ così che De Forest si allontana per parlare con uno del set e quando ritorna non trova più il suo panino (mangiato, appunto, da Shatner); così ne prepara un altro, ed ancora un’altra persona lo chiama, Shatner mangia anche quello, quando De Forest torna, ormai spazientito, si prepara un altro panino, ma viene richiamato e Shatner continua nel suo diabolico progetto, mangia il suo panino. Quando De Forest ritorna e cerca invano il suo ennesimo panino, ormai spazientito, comincia ad alzare la voce, sospetta che qualcuno l’abbia preso di mira, e così tra le risate di noi tutti, io mi avvicino e gli dico: “Se tu e Shatner rimanete in piedi contemporaneamente l’uno accanto all’altro sicuramente potrai mangiare il tuo panino…!”, e scoppiammo in una fragorosa risata.
-
Lei e il suo personaggio. Come è nato Spock e quanto del personaggio Spock proviene da Nimoy.
La mia esperienza con Spock è stata a dir poco straordinaria. All’inizio il personaggio non aveva una personalità definita. Si sapeva delle sue orecchie, dell’idea di avere una plancia multi-etnica, e nel pilot Spock era sicuramente molto più alieno. Solo alla fine della prima stagione abbiamo cominciato a capire chi fosse Spock, e quindi della caratterizzazione della sua personalità, piuttosto che del look. Spock e la sua doppia valenza: metà umano e metà vulcaniano, derivando la prima dalla madre e la seconda dal padre. La lotta tra questi due aspetti della sua personalità è molto forte. Ma questo certo accade a ciascuno di noi, spesso ci troviamo a dover affrontare la nostra emotività, spesso causa di scelte sbagliate. E quest’ultima considerazione ci fa capire il motivo per cui Spock è caro ai suoi fan. Nel film “Star Trek II” Spock muore. I produttori si sono accorti della necessità di riportarlo in vita, proprio per l’importanza che questo personaggio riveste per il seguito della serie.
I fan non avrebbero accettato la morte di Spock. Quindi la soluzione è trovata nell’approccio che, alla fine del film, prima di morire, Spock ha con McCoy, quando nel contatto gli dice: “Non dimenticare”, questa scena non doveva essere inserita in un primo momento del film, poi è stata girata per permettere il seguito, Alla Ricerca di Spock. In merito alla vera natura del mio personaggio, mi piace ricordare anche le parole di Kirk quando commemora l’amico (già dentro la bara, pronta per essere lanciata nello spazio) come la persona, tra tutte quelle incontrate, dall’anima più umana. Ancora sulla doppia natura di Spock, ricordiamo nel film “Star Trek IV”, la sua difficoltà a comprendere la domanda: “come stai?”.
-
Tu credi agli E.T. Pensi che in futuro ci possa essere una federazione unita dei pianeti dove tutte le razze vivano in pace (a chiederlo è una ragazza minuta, che quasi balbetta per l’emozione…)?
E tu ci credi? Ce ne sono in questa stanza? Io ci devo credere, perché io sono uno di loro! (grandi risate di tutti). Viviamo un momento molto difficile, ci sono molte guerre, c’è poca logica nelle azioni delle persone. Io spero che nel futuro si possa vivere in pace e che questa pace si condivida anche con gli alieni, ma credo che sarà molto difficile.
-
Cosa ne pensi delle altre serie?
Devo confessare che non posso parlare delle altre serie di S.T. con cognizione, oltre la serie classica.
-
In questi ultimi mesi è cosa voce su Internate su un suo coinvolgimento nell’ultimo film di Star Trek, Nemesis. Questa voce è vera? Ci sarà un futuro per Spock in Star Trek (chiede il personalissimo inviato di Fondazione)?
Posso dire che oltre la richiesta di interpretare e dirigere “Generazioni”, non ne go avute altre. Allora non accettai perché pensavo che la parte di Spock nel film fosse troppo limitata, ed ebbi ragione visto che distribuirono le mie battute a tutti gli altri senza che si notasse la differenza. Inoltre, non credevo che la sceneggiatura del film funzionasse, e credo di aver avuto ragione. Per quanto riguarda a Star Trek in generale, io credo che noi della serie classica abbiamo già fatto il nostro tempo, del resto: Io sono la Storia di Star Trek non il futuro.
-
Quanto Strar Trek. ha condizionato le scoperte scientifiche?
Sicuramente Star Trek ha influito sulle considerazioni relative ad altre forme di vita. Viviamo in un mondo ove si agisce senza tenere conto della convivenza di una società multirazziale. Non si possono ignorare gli altri, e non si devono cambiare gli altri!
-
Ha in cantiere un altro film?
Non farò più il regista, ultimamente mi dedico alla fotografia, una passione che mi accompagna da quando ero ragazzo.
-
Come è nato il saluto vulcaniano?
Sono cresciuto in una famiglia ebrea-ortodossa. Mi ricordo, quando ero ancora bambino, che si andava a pregare nella Sinagoga, eravamo divisi per sesso: gli uomini da una parte e dall’altra le donne. Un giorno, durante la cerimonia, fu letta una preghiera del Vecchio Testamento che diceva più o meno così: “…che il Signore possa tenerti nel suo cuore e concederti la pace e la gioia”. I coamin così si chiamano i preti della Sinagoga, procedettero quindi per la benedizione. Tutti si coprirono gli occhi, tranne me, che non volevo assolutamente non vedere, nonostante le parole dissuasive di mio padre. Ed vidi che i preti pronunciando quelle parole allungavano la mano nel gesto che tutti conosciamo (…Ed ecco che scattano tutti i flash, succede sempre così ad ogni convention…). Più tardi ho appreso la ragione di questo gesto, esso rappresenta la forma di una lettera ebrea, la prima lettera Shim, spadai, che significa “nostro Signore, l’Onnipotente”. Questo gesto mi impressionò tantissimo e fu allora che volli impararlo. Nell’episodio “Il Duello”, ricordate, quello in cui Spock è in calore e deve ritornare nel suo pianeta, condizione che si presenta nei vulcaniani ogni sette anni…Quando, nella scena su vulcano, Spock incontra la sacerdotessa, T’Pau, pensai che non potevano non salutarsi in un modo speciale, così mi avvicinai al regista e gli consigliai come saluto la rappresentazione della lettera ebrea, il regista ne fu incuriosito e fu così che nacque il saluto vulcaniano. A proposito di questo voglio dirvi che ho raccolto altre informazioni su queste pratiche religiose, con particolare riferimento alla presenza femminile di Dio, che arriva per benedire la congrega dei fedeli e la sua luce è così forte che occorre chiudere gli occhi e non guardare, e ne è venuto fuori un libro di mie fotografie, “Shakima”, stampato a Roma, e che uscirà fra breve.
-
Quali altre esperienze lavorative ricorda con piacere?
Già a sette anni ho avuto una parte nell’opera teatrale “Hansel e Gretel”, poi ho partecipato anche allo spettacolo dedicato al maestro “Vincent Van Gogh”. Ho creduto in questo lavoro, anche perché mi permetteva di poter approfondire la natura di Vincent che tanto mi incuriosiva. Si trattava di uno spettacolo con un solo personaggio in scena, io. Di questo lavoro si trova anche una riproduzione in videocassetta. Senza l’arte, in tutte le sue forme espressive, saremmo come dei ciechi e saremo molto poveri. In Italia avete la fortuna di un patrimonio artistico incredibile. Io credo che l’amore per le creazioni artistiche è importante nella vita di un uomo.
-
E vero quanto si dice sulle “arti amatorie” di Shatner?
E’ certamente risaputo che W. Shatner ha sempre avuto al fianco belle donne, ma non credete, d’altro canto, che ciò sia sempre vero.
-
Ci parli del suo lavoro radiofonico di J. “Q” De Lancie?
Alcuni anni fa, De Lancie, in occasione de il remake de “La guerra dei mondi” di O.Wells, mi chiese di interpretare una parte, io mi resi disponibile, e da quel momento siamo diventati molto amici, abbiamo realizzato lavori per la radio insieme, e non per ultimo “Alien voices” e “The Times Machine”, a cui hanno preso parte altri attori di Star Trek che hanno prestato la loro voce. Esistono registrazioni (in inglese) di queste nostre performance.
-
La competizione tra Spock e Dott. Mccoy, esisteva anche dietro le quinte?
Io e De Forest Kelly eravamo ottimi amici; i piccoli insulti erano limitati ai nostri personaggi. E a questo punto voglio recitarvi una poesia, tratta da un mio libro di poesie, che ho dedicato a De Forest Kelly…..
Nimoy trae fuori dalla tasca della giacca un foglio bianco ben ripiegato ed inizia a leggere. Come poeta non è un gran ché ma le sue parole, qualunque esse siano, toccano l’anima se si pensa all’amico scomparso, a De Forest Kelly, al suo sorriso bonario, al suo sguardo di “buon vecchio medico di campagna”, che ci ha accompagnato a lungo durante tutto quel mito che si chiama Star Trek.
26/05/2002,domenica, ore 14,50.
Oggi Nimoy si presenta con camicia bianca, tipo samurai, e pantaloni color panna. “E’ molto emozionante, grazie per la vostra accoglienza! Quanti di voi eravate qua ieri? Siete ritornati per ascoltarmi…”, si alza una foresta di mani. “Bene…Bene…”, scuote la testa sorridendo. “Allora, oggi risponderò ad una serie di quesiti che mi sono pervenuto da molti di voi…”, tira fuori un foglio di carta. “Iniziamo con la prima domanda…”.
1. Come sei stato reclutato per Star Trek?
Gene Rodenberry aveva prodotto, prima di Star Trek, un film dal titolo “Il Tenente”. Gerry Lowak interpretava il ruolo di un tenente della marina statunitense. Questa fu la prima volta che lavoravo con Rodenberry. Dopo questa esperienza, il mio agente mi disse che Gene era interessato a me per una parte per il prossimo lavoro dal titolo Star Trek. Di solito ti aspetti che ti chiedessero una prova di recitazione, ma Gene aveva già deciso. Mi descrisse il personaggio, dall’aspetto alieno, ma non totalmente, già ne aveva definito la sua discendenza umana; mi mostrò anche gli strumenti, come il phaser, il communicator, la plancia dell’astronave, ecc…Partecipai all’episodio pilota “The cage”. Dopo un anno partecipai anche nel II episodio pilota, ma questa volta il capitano Kirk era W. Shatner, quello del primo pilota non era più disponibile. Vi racconto anche che negli anni ’50 partecipai alla serie di film di fantascienza: “Zombi dalla stratosfera”. 12 episodi di 15 minuti ciascuno, che venivano rappresentati al cinema una volta a settimana. Io interpretavo il ruolo dello Zombi del pianeta Marte che con un’astronave atterrava sulla Terra. L’eroe con una spada al fianco e una specie di rudimentale telecomando, che funzionava solo con due opzioni: giù o su….
2. Come è stata “inventata” la presa vulcaniana?
In effetti quell’episodio (Il Duplicato, in Italia) ricordava per alcuni temi il libro “dr. Jaklin e Mr. Hide”; un guasto al teletraporto e incomincia il viaggio su due linee temporali parallele, quella dei buoni e quella dei cattivi. Nel momento in cui il Kirk cattivo sta per uccidere quello buono, Spock avrebbe dovuto colpire il primo alle spalle. Ma questo non mi convinceva, Spock non avrebbe mai potuto agire alle spalle, come nel “far west”. Fu così che nacque quel gesto con cui Spock pressando con forza le sue dita tra il collo e la nuca, bloccava il Kirk cattivo facendolo cadere a terra..
3. Come è nato il film “Star Trek IV”?
Quando finimmo di girare Star Trek III la Paramount mi chiese di dar vita a una nuova storia.(Io ho scritto la storia di Star Trek IV, “the Voyager Home”). Alla Ricerca di Spock, si concludeva con l’Enterprise distrutta sul pianeta Genesis e i membri dell’equipaggio, grazie ad una nave Klingon, arrivarono sul pianeta Vulcano. Ma la Federazione li aveva condannati perché avevano disatteso il regolamento, intraprendendo il viaggio con un sotterfugio. Per Star Trek IV pensammo ad un film più leggero. Mi incontrai con tre scienziati, che lavoravano al programma “Seti”; Drake, Morrison e Howard studiavano le possibilità di altre forme di vita aliene, attraverso il segnale radio che proveniva da altri pianeti grazie a dei telescopi piantati nell’universo. Come, del resto, anche noi mandiamo dei messaggi, allo stesso scopo. Drake collaborò anche con Jude Foster per il film “Contact”. Pensavo, con interesse, alle possibili reazioni del mondo politico e religioso semmai avessimo ricevuto un segnale radio. Questo concetto mi interessava molto. Leggevo inoltre “Biofilia”, un libro sulla biologia, siamo tra il 1984 e il 1985 (poco dopo Star Trek 3), ove si annunciavano possibili perdite di specie animali e vegetali per diversi motivi, addirittura si prospettava che nel 2000, almeno 10.000 specie di esseri viventi sarebbero scomparse senza mai averle conosciute. In Star Trek siamo nel XXIII secolo…e pensai: se ci fosse una specie estinta nel XX secolo…, Poi pensai ad una malattia del XXIII secolo la cui unica cura era una pianta scomparsa nel XX secolo, quindi il viaggio a ritroso nel tempo dei nostri eroi…Ma non ero ancora convinto, tornare indietro nel tempo solo per una pianta non mi sembrava efficace. Un amico, tra l’altro, mi diceva di un grave pericolo, quello della possibile estinzione delle balene Megattere. Sapete del canto delle balene e che incredibilmente viene riprodotto in modo identico da un’altra balena in tutt’altra parte del mondo…Rimane un mistero indecifrabile…Nonché molto intrigante. Così pensai: e se nello spazio ci fosse un messaggio audio, di quale lingua aliena poteva trattarsi? Non sarebbe per nulla facile poterlo decifrare, forse non si potrebbe mai scoprire. Queste informazioni messe insieme mi fecero pensare alla storia di Star Trek IV. Un’intelligenza superiore che dallo spazio comunicasse con le balene, ma se queste venissero ad estinguersi e questa intelligenza non potesse più comunicare con esse, cosa poteva accadere? ..Ecco dunque l’Enterprise che approda sul pianeta Terra, ma innumerevoli le difficoltà, come ricreare alle balene il loro habitat naturale dentro la nave, e soprattutto come caricarle nella nave. Le difficoltà furono notevoli, anche perché per allora non si disponevano di tecniche o effetti speciali sufficienti per poter creare queste immagini, per renderle visivamente intriganti. Era davvero una sfida. Io sono molto contento della storia di Star Trek IV, fa riflettere sulle nostre azioni, e su come queste possono in qualche modo compromettere la vita degli altri, inconsapevolmente, proprio per la superficialità dell’agire umano, quindi a prescindere della figura di un soggetto cattivo. Questa idea mi piaceva perché è quello che succede nella nostra realtà.
4. Star Trek le ha cambiato la vita?
Io devo molto a Star Trek. La mia vita è sicuramente cambiata.. Ho viaggiato molto, ho lavorato ovunque, in Spagna, Olanda, Germania, Cina, Australia, Canada e in tutti gli U.S.A. Mi ha aperto porte che altrimenti non avrei mai potuto varcare. Ma sicuramente quello che sto per dirvi è la cosa davvero più importante che devo a Star Trek. Io sono di origine russa, lo sono entrambi i miei genitori, che tuttavia per rifarsi una vita andarono in America. Dopo Star Trek IV il governo russo dichiarò il divieto alla caccia delle balene Megattere. E in occasione di ciò mi recai a Mosca, feci vedere il film a diverse associazioni russe, e all’ambasciata americana in Russia; ma questo viaggio aveva una doppia valenza, volevo andare a vedere dove erano nati e vissuti i miei e dove vivevano ancora molti miei parenti. Il viaggio fu lungo, in parte in aereo e in parte in auto. Quando arrivammo già la croce rossa aveva avvisato dei nostri conoscenti, raggiungemmo così casa Nimoy. All’inizio i miei parenti furono sospettosi, ricordo una casa modesta, ci offrirono vodka e spuntini. Poi il padrone di casa mi fece vedere una busta con francobolli americani, riconobbi la calligrafia di mia madre, all’interno vi erano due foto, la prima con i figli piccoli dei miei fratelli, e la seconda con i miei figli piccoli. Pensate questa busta era stata conservata senza avere assolutamente alcuna idea di chi fossero quelle persone. Solo così scoprimmo com’eravamo imparentati e scoprimmo che eravamo cugini. Mi dissero che speravano che prima o poi qualcuno gli avesse detto chi fossero …e arrivo io, come da un altro pianeta…nell’occasione visitai le tombe dei miei nonni. Grazie a Star Trek feci questo viaggio, questa è stata sicuramente la più grande cosa che mi ha dato.
5. Ci racconta qualche strano aneddoto durante i suoi vari viaggi?
Sicuramente quando andai per la prima volta in Giappone, in occasione di Star Trek III, per promuovere il film. Avevano organizzato diverse convention in diversi posti, e quando giunsi a Tokio, in una libreria conobbi il traduttore in lingua giapponese dei libri di Star Trek. Si trattava di un uomo arrogante, che aveva, nella traduzione, anche fatto, di sua spontanea iniziativa, dei cambiamenti. Mi disse con un vocione grottesco: “Spock, Dott. McCoy e Kirk sono amici! In Giappone non è ammissibile, il capitano è un superiore! E non considerate Takey (Sulo, nella serie Classica) un giapponese, perché non lo è! (Eppure io sapevo dei difficili momenti vissuti dai giapponesi americani, durante la seconda guerra mondiale, venivano ricercate come spie, e Geroge Takey aveva sofferto molto per questo). Nickolson (Uhura, nella serie Classica) non deve più essere a bordo è ingrassata. Spock ci piace, è come un samurai, ma tu Nimoy non sei l’attore adatto, dovrebbe essere interpretato da un giapponese…”…E quando mi disse questo capì che era inutile continuare a parlare con lui.
Ore 15 e 45, l’incontro è finito. Nimoy si inchina e saluta il pubblico con il gesto che lo ha reso famoso. Una vera ovazione lo accompagna fin dietro le quinte, lasciando i vostri cronisti increduli di quello che hanno appena visto…Sarà una bella storia da raccontare ai nipoti.
puoi essere interessato anche ai seguenti articoli
L’etica medica di Star Trek
Questa è la prima descrizione della soluzione, spiegando come il tuo prodotto risolve rapidamente ed efficacemente quel problema.
L’etica futturista di Star Trek
Questa è la seconda descrizione della soluzione, che mostra come la tua offerta rimuove gli ostacoli e migliora i risultati.
Il world Building nella fantascienza
lo scrittore di fantascienza che si appresta a costruire un mondo deve farlo seguendo due insiemi ben precisi: quello ambientale (Geografia, Geologia, Cartografia, Natura, ecc…) e quello culturale (Religione, Lingua, Società, Costumi, ecc…).
puoi scarcare il file dell’articolo in formato pdf e sotto licenza Creative Commons Non Commerciale seguendo il link qui sotto


Lascia un commento