Dina Vallino propone al bambino in analisi di costruire una storia insieme a lei.

Scheda biobibliografica di Dina Vallino

In Fare psicoanalisi con Genitori e bambini (Borla 2009) Dina Vallino propone una consultazione partecipata, che prevede sedute in cui sono presenti non solo il bambino, ma anche i suoi genitori, coinvolti in attivitą di gioco e successivamente invitati a

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Nata a Cagliari, da madre sarda e padre piemontese, laureata in filosofia e specializzata nel 1969  in psicologia dell'educazione con una tesi su Bion, Dina Vallino, dopo aver terminato  l'analisi didattica nella SPI con Lina Generali, ha proseguito la sua formazione tramite supervisioni con analisti kleiniani a Londra (Hanna Segal, Ruth Riesenberg, Betty Joseph, Martha Harris, Edna Oshaughnessy) e con analisti italiani (Anna Corti, Pierandrea Lussana, Giuseppe Di Chiara, Mauro Morra, Luciana Nissim, Anna Paganoni, Parthenope Bion).

fotografia della psicanalista italiana Dina Vallino                     Dina Vallino, 19 maggio 1941 - 17 luglio 2014

Dal 1978 è stata docente di Infant Observation (secondo il metodo di Esther Bick)   e dal 1994 psicoanalista didatta della SPI e dell'IPA. Dal 1980 ha svolto attività di formazione e aggiornamento per operatori nel campo infantile in  diversi Istituti Universitari di Neuropsichiatria Infantile (1985-1989), al Corso Tavistock  di Milano (1983-1985), in varie Aziende  A.S.L  del Nord Italia. Dal 1992 al 1999 è  stata  project leader  ( con M. Noziglia)  di un programma per la formazione delle Educatrici di Asilo Nido e delle Insegnanti di Scuola Materna del Comune di Milano. Per 25 anni, dal 1990,  ha tenuto gruppi di formazione in  psicoanalisi infantile,  cui hanno partecipato decine di neuropsichiatri infantili, psicoterapeuti e psicoanalisti.

 Ha pubblicato 70 saggi in riviste italiane e straniere e in volumi collettanei, in particolare  in Shared experience. The psychoanalytic dialogue (Karnac Books, London-New York 1992) (L'esperienza condivisa. Saggi sulla relazione psicoanalitica, Cortina, Milano 1992) ( a cura di Luciana Nissim e Andreina Robutti),  libro che  ha fatto conoscere all'estero la presenza   in Italia di una corrente psicoanalitica originale.

Nel 1999  il suo libro Raccontami una storia (Borla 1998) ha vinto il premio Gradiva per il miglior libro di psicoanalisi italiano. Dina Vallino propone al bambino in analisi di costruire una storia insieme a lei; questo lo aiuta a pensarsi attraverso  i personaggi immaginari della storia che crea con il/la  terapeuta.

 Successivamente  Dina Vallino (con Marco Maccio') ha avuto l'idea   di studiare  i protocolli di infant  observation di decine di bambini diversi per realizzare una Ricerca osservativa sullo sviluppo della personalità del lattante nel quadro della relazione famigliare. Si perviene per tal via a riformulare l'idea psicoanalitica della fusionalità postnatale   e ad evidenziare l'importanza, già nel lattante,  del desiderio  di  esistere per la madre (cfr. D. Vallino, M. Maccio', Essere neonati. Osservazioni psicoanalitiche, Borla 2004,   Premio speciale della giuria del premio Gradiva 2005).

In Fare psicoanalisi con Genitori e bambini (Borla 2009) Dina Vallino propone una consultazione partecipata, che prevede sedute in cui sono presenti non solo il bambino, ma anche i suoi genitori, coinvolti in attività di gioco e successivamente invitati a riflettere sui propri fraintendimenti. Questo setting viene da tempo praticato nell'ambito del Servizio sanitario nazionale italiano da operatori con  lei formatisi.

 Reading italian psychoanalysts (Leggendo gli psicoanalisti italiani) (Karnac Books  2014),  volume che presenta la storia della psicoanalisi italiana attraverso i suoi rappresentanti, pubblica il saggio di Dina Vallino del 1992, sopra citato.

 

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