l'impegno civile nella scuola

Fiabe e non solo: il mondo di Mariella Marras

Parlare dei libri di Mariella Marras significa aprirsi ai due grandi temi che da sempre stimolano l'immaginario e la sensibilitÓ dell'autrice

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Parlare dei libri di Mariella Marras significa aprirsi ai due grandi temi che da sempre stimolano l'immaginario e la sensibilità dell'autrice: da un lato, l'amore per una Sardegna non convenzionale, una terra viva e intatta nelle sue atmosfere di bellezza e semplicità antiche, dall'altro, la passione per le problematiche educative, per il destino e il futuro di bambini e ragazzi che, a partire dal loro ambiente, insieme ad esso e ai suoi insegnamenti, si aprono al mondo e ai pericoli necessari della crescita.

quattro copertine di libri di Mariella Marras

Quanto sia forte il legame fra la storia dell'individuo e quella della sua terra è testimoniato nei racconti e nei romanzi, nelle delicate fiabe per bambini e ragazzi che hanno fruttato all'autrice premi e riconoscimenti nell'ambito di un settore particolarmente sensibile, quello della letteratura per l'infanzia. Rispetto ad altre forme di scrittura, questa comporta un impegno e una responsabilità maggiori perchè per sua natura si sviluppa per stimolare la comprensione degli adulti nei confronti del mondo infantile e permettere ai giovanissimi l'approccio a tematiche fondamentali della vita e della società.

Se si comparano lavori recenti come “Abbassa gli occhi e scrivi” (2009) o “Il mondo con gli occhiali” (2010) e altre opere destinate ai ragazzi, “Isteddà il bue marino” (1997), “L'isola delle Janas” (1999) o il romanzo “La corsa alla stella” (2001), ci si rende conto di come la storia e il piacere di raccontare siano, per la Marras, innanzitutto una forma di impegno civile. E' la freschezza dello stile, la leggerezza, a volte l'ironia ad accompagnare il gusto per la scoperta e la conoscenza, per l'esplorazione dei sentimenti, di un territorio, dell'anima di un popolo.

Che si tratti del mondo magico delle piccole fate tessitrici o della celebrazione, con la Sartiglia, dell'antico rito degli “uomini in volo” che lanciano la loro sfida verso il futuro e la speranza, il tema è sempre lo stesso: la fragilità dell'essere umano e la sua forza, la difficoltà di una misura fra tradizione e modernità, l'avventura come scoperta di valori buoni e semplici da condividere e rafforzare.

I protagonisti e i destinatari dei racconti sono, con tutta la loro debolezza e con tutto il loro carico di futuro, i bambini e quel “mondo sospeso” che sono gli adolescenti. Non è, perciò, un caso che i racconti, che vivono di questi personaggi, siano organizzati secondo la struttura del racconto d'avventura e, a volte, quasi poliziesco: una sorta di giallo capace di coinvolgere e provocare lo stupore e la soddisfazione della scoperta. Alla fine dell'avventura, quando le vicende si concludono in modo lieto o amaro, si è imparato qualcosa di determinante per la definizione della personalità e la costruzione della visione del mondo: Si tratta di quei valori che i bambini hanno già dentro, anche se non ne sono consapevoli, perchè trasmessi direttamente o indirettamente dalla loro terra, dalle tradizioni, dagli anziani: ideali di solidarietà, amicizia, bellezza, onestà.

Ecco che, allora, sostenuta dallo studio e dall'amore per l'anima di un popolo, la scrittura alle prese con questi temi non cede mai alla facile descrizione regionalistica o folklorica: anzi, al contrario, si apre alla dimensione inquietante e affascinante della storia come storia umana e universale.

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