una donna italiana

Marianna, una di noi

un ebook di Marianna Colangelo

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Scorrono rapide le pagine di questo bel libro di Marianna Colangelo che fa i conti con il passato della propria famiglia e quindi di sè stessa, delle esperienze fondamentali ed intime che segnano per sempre la formazione e l'evoluzione di una persona. Attraverso una scrittura lineare, animata da un buon ritmo che accompagna efficacemente il flusso della memoria, l'autrice riesce a delineare le vicende, simili eppure tutte diverse, di una delle tante famiglie della provincia italiana del primo Novecento.copertina del libro

La protagonista, Marianna, è un'indimenticabile figura di donna che esprime una carica di umanità e di sensibilità speciale. Ma è anche una donna che deve il suo temperamento a quello stile di vita e a quell' insieme di valori che hanno nutrito il mondo difficile, isolato e povero ai limiti della sopravvivenza, delle nostre campagne e dei paesi meridionali durante il fascismo e la seconda guerra mondiale. In quell'ambiente, dove anche i beni e le fortune di famiglie benestanti erano continuamente messi a rischio da affari andati a male, da una tassa imprevista, da un qualunque evento naturale o sociale, la donna nel suo ruolo di figlia e poi sposa e madre finisce per essere il punto di riferimento e il sostegno del nucleo familiare e della comunità circostante. Marianna è una donna come tante, una di noi. La sua forza è nella capacità di reggere fino alla fine le virtù positive dello spirito di sacrificio, di coraggio, di dedizione assoluta a un sogno e a un ideale, a una speranza. Si tratta di virtù che sono il frutto della costruzione lenta, di generazione in generazione, di un habitus mentale che risulta efficace nel preservare il mondo degli affetti privati e collettivi: ecco perché il libro non è solo la storia di una donna e di una famiglia, ma finisce per assumere una dimensione corale nella quale scatta, per il lettore, l'emozione del riconoscimento.

La personalità di Marianna è già delineata nella foto di nozze che la ritrae con la figura piena nella veste di raso, il viso dolce dagli occhi grandi, accanto al marito che poggia delicatamente la mano sulla spalla della moglie, entrambi in piedi sulla soglia di casa separati da un tavolino che regge due vasetti fioriti. La speranza è ancora intatta, il destino tutto da giocare. Ma sarà proprio quell'uomo che qui appare solido, con un bel viso aperto, colui che renderà la moglie una vedova bianca a soli venticinque anni: dall'emigrazione in America, dove si costruirà una nuova famiglia, Francesco non tornerà mai più. La moglie, che ha già alle spalle il dolore per la perdita del primo fidanzato traumatizzato e reso folle dall'esperienza bellica, crescerà da sola i figli e lo aspetterà fino alla fine. Questo sarà, comunque, il destino che segnerà la vita delle sue discendenti: la figlia Antonietta resterà vedova giovanissima e anche lei dovrà affrontare una vita di sacrifici, di solitudine e di lavoro per assicurare una base economica e la possibilità di studiare alle figlie; anche la nipote Marianna dovrà pensare da sola alla crescita dei figli dopo il divorzio prima di trovare la serenità in un nuovo matrimonio. Una linea comune di sofferenza, ma anche di tenacia e di coraggio di fronte alle avversità finisce per legare le donne della famiglia, da una generazione all'altra. In una foto, tra le tante bellissime che il libro ci offre, possiamo vedere la culla restaurata e trasmessa ai nuovi nati fino ai figli dell'autrice: questa culla è il simbolo della continuità e della volontà di mantenere viva la speranza.

Nota della Redazione. Questa recensione è la recensione di un libro che è "semiautoprodotto", nel senso che si sta affermando la possibilità di autoprodurre un libro, ma con un codice ISBN. Il codice ISBN lo rende un libro effettivo, in distribuzione on-demand e nelle pricipali catene  come Feltrinelli, Amazon, IBS. Ordinabile in libreria, ma anche via internet, presente in edizione cartacea ma anche come ebook nei vari formati per tutti i possibili ereader. Questo è un fenomeno interessante da molti punti di vista. Ovviamente c'è molta spazzatura, o cose raffazzonate. Ma anche nella cosiddetta "vera editoria" la spazzatura è tanta, e  anche esaminando la impaginazione grafica molte cose nelle "case editrici" blasonate lasciano un po' a desiderare. Senza contare che le scelte di linea editoriale, volte principalmente al "vendere", a volte sacrificano cose ottime. Abbiamo volutamente ospitato questa recensione della nostra collaboratrice, ripromettendoci di tornare con un articolo sopra questo fenomeno, nelle luci e nelle ombre.

L'emigrazione, gli anni del fascismo, della guerra e poi della ripresa economica nei primi anni cinquanta e sessanta sono descritti non come semplice sfondo storico, ma facendo vivere concretamente questi eventi attraverso la realtà quotidiana dei personaggi. Del resto con lo stesso modulo narrativo sono rappresentati il paesaggio urbano e rurale, le usanze di paese, le feste religiose, le tradizioni familiari di un piccolo mondo operoso e solidale che sa costruire con quel poco che ha e sa condividerlo. Che si tratti di uccidere il maiale, di fare legna, di cucinare in modo economico reso gustoso dall'ingegno della massaia, di cucire il corredo di una sposa, di assistere una partoriente: non è coinvolta solo la famiglia, attraverso i rapporti di parentela e di vicinato l'evento riguarda il paese e i centri limitrofi. Non a caso saranno proprio questi legami che, ad aggravare i dispiaceri, mancheranno a Marianna quando dovrà vivere in città per aiutare la figlia e sperimenterà una solitudine ancora più dura di quella della sua grande casa vuota.

Un'altra linea di continuità che emerge tra Marianna e le generazioni che la seguono è il valore accordato all'istruzione, alla possibilità di fare uso della propria intelligenza non solo nell'attività pratica, ma nello studio. E' un valore forte, anche questo costruito nel tempo grazie alla sensibilità della famiglia che vorrebbe far studiare Marianna, che per la sua intelligenza e volontà potrebbe proseguire, diventare maestra. Nata nel 1901, donna, non avrà questa possibilità. Ma il desiderio di migliorare porterà la figlia, già madre, ad affrontare la resistenza del marito, i trasferimenti in città e i sacrifici necessari per ottenere il diploma di ostetrica. Anche qui scatta l'elemento della solidarietà: un'amica di condizioni più agiate la aiuterà a studiare e a prepararsi privatamente. In seguito tutte le nipoti avranno la possibilità di accedere ai livelli più alti dell'istruzione e Marianna ne sarà orgogliosa.

Nell'intenzione dell'autrice questo libro è un'occasione per ricordare e riconoscersi, per “ ritrovare i luoghi della memoria e per riconciliarsi con il passato, per perdonare e perdonarsi”. Non era semplice trovare il giusto equilibrio tra la tenerezza della partecipazione diretta e il distacco necessario a costruire una storia “verosimile”, una delle tante immerse nello stesso contesto sociale e culturale. Anche in questo senso, Marianna, figura buona e struggente di donna, è una di noi.

Dina Lentini

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