ancora polemica sulla velocità dei neutrini

Più veloce della luce? un piccolo supplemento

alcune perplessità sugli errori dichiarati nell'esperimento dei neutrini

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miss-tick sui muri di parigi una bella donna corre flessuosamente, la scritta dice: corridore di fondo io faccio sognare imarciatori

Giovedì 23 febbraio 2012 è stato dato alla stampa l’annuncio che è “stata scoperta una anomalia in una connessione fra un cavo in fibra ottica e un computer” che avrebbe determinato l’errore di 64 ns (prima) e di 57 ns (come in un successivo annuncio) nella misura del tempo nell’esperimento OPERA. Ciò suscita alcune riflessioni. L’errore, così come annunciato, è ancora più grave di quelli ipotizzati in autorevoli interventi succedutisi in questi mesi. Infatti non si tratta del fatto che non sarebbero state considerate sottili correzioni relativistiche nel meccanismo di sincronizzazione di due orologi distanti 720 Km per mezzo dei segnali inviati da un unico orologio del sistema GPS in moto rispetto ai due. 

I  60 ns nella fisica di oggi e soprattutto nell’elettronica di oggi sono un tempo lunghissimo. Corrispondono ad una differenza di 18 m nel cammino di segnali su fibra o via etere e di una diecina di metri in cavi . La causa dell’errore è talmente grossolana che è difficilmente credibile, e viene il sospetto che nasconda errori più gravi, più di principio. Tanto più che nelle conferenze che sono state tenute a tappeto in tutta Italia sulla “clamorosa scoperta” si specificava esplicitamente che i tempi di propagazione nelle fibre usate erano stati misurati con la più grande precisione  consentita dalla tecnica della “doppia fibra”, che consiste nell’usare due fibre identiche e misurare il tempo di andata e ritorno dei segnali. A chiunque abbia pratica di laboratorio salta immediatamente all’occhio
il fatto che queste operazioni comportano continue connessioni e sconnessioni dei cavi, prove, conferme, sostituzioni di cavi sospetti, prove con cavi di caratteristiche differenti, sostituzione di schede, prove su un altro sistema di acquisizione, e poi formazione di tabelle di dati, analisi ecc. che servono proprio a capire se tutto va bene.

Le riflessioni che nascono da questo episodio dei “neutrini superluminali” sono deprimenti. Qui c’è una patologia grave del fare fisica oggi. Non alludo affatto all’atteggiamento attualmente invalso dei prematuri annunci stampa. Penso al fatto che la “grande fisica” è diventata talmente parcellizzata, e che l’estensione all’estremo delle politiche di assunzione a tempo (molto brevemente) determinato dei giovani ricercatori e del loro intensivo sfruttamento porta inevitabilmente ad un degrado della qualità del lavoro. Probabilmente parte delle operazioni erano state affidate a dottorandi, laureandi, giovani ricercatori depressi per l’incerto rinnovo del contratto alla prossima scadenza, e in questa situazione gli errori sono non solo possibili, ma praticamente certi. Così ora non si tratta più di una
fine ingloriosa di un esperimento straordinario, come ho scritto in una mia nota precedente, ma di una ulteriore deprimente immagine della fisica che confermerà le cattive opinioni che il pubblico ha sulla scienza in generale. E su quanto questa roba costa ai contribuenti.

   Poco fa mi venivano in mente altre cose. Che sono queste. Che cosa avrà indotto i fisici di OPERA a fare questo nuovo annuncio? Io credo che se non avessero fatto nulla, altre equipe si sarebbero messe in moto, altri esperimenti complicati sarebbero stati fatti, e probabilmente nessuna risposta certa in un senso o nell'altro sarebbe emersa per anni. Che cosa è veramente accaduto per indurre i ricercatori ad inventarsi un errore così grossolano e così poco credibile?  E ancora. Loro credevano davvero nella clamorosa scoperta? Per quale motivo avevano organizzato lo sguinzagliamento a tappeto di conferenzieri e seminaristi (persone che tengono seminari) in tutte le università d'Italia e in molte scuole, oltre alla pubblicazione di articoli divulgativi su riviste e rivistine per i professori delle scuole secondarie? Ma se si vuole, vi sono riflessioni ancora piùciniche. Poiché gli Impact Factor sono divenuti lo strumento principale per la distribuzione delle risorse, "scriviamo qualunque puzzonata. Verremo citati in articoli di confutazione più che se scrivessimo cose serie", come è già accaduto in recenti scandali.

Cosa facciamo: ci adeguiamo o continuiamo a fare le cose meglio che possiamo?

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