editoriale

Postato da Nino Martino il 12 febbraio 2012 in saggi, critica, recensioni

A distanza di quasi un anno , la nuova "la natura delle cose" è in linea, con una grafica completamente rifatta e una riorganizzazione generale dei contenuti.

Prima di ogni cosa i ringraziamenti. Senza il lavoro eccellente di Roberto Puzzanghera che ha modificato e adattato e ampliato apposta il suo CMS (Content Management System) "la natura delle cose" non potrebbe essere quella che adesso vi appare. Il CMS di Roberto non è semplicemente una automatizzazione della immissioni di contenuti, ma costringe anche a una ferrea organizzazione degli stressi, a una smepolicità di rimandi, a una navigabilità che voi stessi giudicherete. Il vecchio sito era cresciuta enormemente e in modo assolutamente disordinato. Una gran parte dei materiali non era ... molto navigabile. Chi volesse contattare Roberto non ha che andare sul suo sito http://sagredo.eu

Ringrazio anche tutti i collaboratori, tutti gli autori delle varie pagine. Un altro ringraziamento va a Emilie Barret, giovane grafica, che per prima mi fatto vedere che il vecchi sito era orrendo dal punto di vista grafico e orribilmente pasticciato nei contenuti. Spero di aver seguito abbastanza i suoi preziosi suggerimenti. Se non firma ancora la grafica de "la natura delle cose" è perché non è riuscita a dedicarci tempo. Speriamo che presto possa fare un restyling.

Ormai "la natura delle cose", come era intenzione iniziale, si è arricchita di contenuti che variano dalla saggistica gialla e non di Dina Lentini alle gallerie fotografiche di Yves-Marie Hue, Emilie Barret, Dario Martino. Dalle questioni di didattica ai resoconti di esperienze dal vivo, alle lezioni di Elio Fabri di ottica e di fisica quantistica e di relatività, alla rubrica "la candela" di Elio Fabri.

In più, nella nuova edizione, c'è la possibilità di intervenire su qualsiasi articolo o intervento o racconto o galleria di foto, con funzioni di veri e propri blog. Si sta realizzando quanto era contenuto nell'editoriale di tre anni fa, che quindi riporto pari pari.

"Nel “de rerum natura” Lucrezio fa poesia, fa scienza, fa arte, fa battaglia contro i veli che in varia forma mascherano la realtà e distorcono a terra gli esseri umani. Lucrezio è uno “scomodo”. Difficilmente lo si può inquadrare in uno scienziato, oppure in poeta, oppure in un politico. La sua lotta è contro tutto ciò che maschera di apparenze il mondo e che costringe la gente a pensare per schemi, a seguire falsi simulacri di cose false. Ci sono oggettivamente i motivi della nascita di false immagini. Il lavoro del vero critico è di smascherare continuamente, anche a costo di non essere apprezzato dal cosiddetto “mondo accademico”. E questo fa di lui uno “scomodo” e di chi fa come lui degli “scomodi”, scarsamente riconducibili a una etichetta precisa, così comoda per non parlare delle cose reali.

E' il filo conduttore de “la natura delle cose”, con un richiamo evidente a Lucrezio e un desiderio di continua ricerca della realtà.

Ma siamo all'epoca di internet. La conoscenza diffusa è sempre più creata collettivamente. L'insegnamento è entrato in crisi (anche se dibattendosi per uscirne spesso imbocca strade suicide che vanno nel senso opposto a quello della società...). Nella parte che reputiamo più di punta o avanzata della società non c'è una sola idea, ce ne sono molte. Il senso della vita è diventato un coro probabilmente polifonico. Ogni voce è importante ma il coro diventa altra cosa della somma delle singole voci.

Allora se creiamo questa rivista online è per diverse ragioni, ma sicuramente non possiamo dare una sola idea, una sola concezione del mondo. Il sito web stesso diventa una sorta di multisito. Molte persone hanno una loro propria pagina, di cui sono assolutamente, liberamente e pienamente responsabili. Nessuna censura viene effettuata sulle loro pagine. Possono scriverci quello che vogliono. Associata a questa libertà di espressione c'è anche la libertà di critica. Ciascuno degli autori partecipa e sa fin da principio che qualcuno potrà scrivere una critica a quello che ha scritto e nello stesso tempo potrà a sua volta rispondere. Perché non imparare a discutere o i salotti televisivi e le loro risse ci hanno fatto perdere il senso delle cose?

Nelle riviste cosiddette “tradizionali”, nel “mondo accademico” vale una regola non scritta e non dichiarata che è esattamente il contrario.

Quello che invece si sta sviluppando in rete è altra cosa. Ciascuno dice la sua e ciascuno può essere criticato. Se questo fiorire di possibili dibattiti proseguirà oppure tutto sarà ricondotto a breve alla ristagnazione assoluta, così comoda a qualcuno, nessuno può dirlo, ma sicuramente dipenderà molto da quello che tutti noi saremo in grado di fare.

Ne “la natura delle cose” potete trovare articoli e saggi di narrativa, di scienza, di poesia, di fotografie. Troverete fotografie di autore e non di autore con dei loro percorsi di indagine, racconti. Troverete esperienze, nelle classi e combattive, di insegnanti che cercano disperatamente la “via”.

Nello stesso tempo c'è un aspetto unitario, esistono articoli scritti apposta o estratti dalle varie pagine. Diciamo che il “multisito” non è un contenitore, ma esso stesso promuove dibattiti o ne mette altri in risalto.

Faremo molte domande e ci faremo molte domande e a gran parte di queste domande non sapremo dare una risposta univoca, o non sapremo proprio dare una risposta.

E' la vita, bellezza..."

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Logo e suggerimenti grafici: Emilie Barret - HTML : Nino Martino - Sviluppo del sistema di gestione dei contenuti (CMS): Roberto Puzzanghera

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