un resoconto fotografico dai ghiacciai alpini

Come muore un ghiacciaio - parte seconda

di Giuseppe Milanesi

Genera segnalibro - Condividi

In questa seconda galleria ci concentreremo su altri ghiacciai della regione del Lötschberg e della Lötschental, la stasse valle in cui scorre il Langgletscher della prima parte. 

Vedramo come in alcuni casi il distaccamento del bacino collettore (la porzione del ghiaccaio situata sopra il limite delle nevi perenni, dove la neve si accumula ed alimenta la formazione di ghiaccio) dal bacino ablatore (la porzione dove invece i processi di fusione sono dominanti) determini la trasformazione di quest'ulitmo in un ghiacciaio fossile separato, stadio immediatamente precedente all'estinzione.

Inoltre vedremo un paio di esempi sui generis di bacino collettore e il caso di un "ghiacciaio nero", ossia un ghiacciaio il cui bacino ablatore si trova per più del 50% ricoperto di detriti. 

Cliccare sulle immagini per averne una versione ad alta risoluzione.

 

Inner-Talgletscher, sul fianco nord della Lötschental. Si può vedere come il ritiro del ghiacciaio abbia ormai lasciato quasi competamente isolate le sezioni inferiori. La massa glaciale non è più in grado di scavalcare con continuità il salto roccioso e pertanto abbandona la regione a valle in uno stato fossile, preludio all'estinzione. 

 

 Ancora l'Inner-Talgletscher, in una visione più ampia.

 

 La parte più alta del Beichgletscher, che origina dal Breithorn, precipita nella Lötschental alimentando con valanghe e cadute di seracchi il piccolo Dischligletscher, seminascosto dalla punta rocciosa in primo piano. Il secondo ghiacciaio sopravvive solo grazie all'apporto sia pur estemporaneo del primo, dal quale è fisicamente distaccato, e grazie all'esposizione a nord e alla protezione della parete rocciosa del Breithorn. L'aumento delle temperature e annate di scarse precipitazioni ne segnano un velocissimo ritiro. La foto è del marzo 2011.

Da notare che nella Lötschental ci sono ben due Breithorn, uno sul versante sud e uno sul versante nord! È del primo che stiamo parlando.

 

Il Loibinbachgletscher, sulla destra, anch'esso in buona parte alimentato dalle valanghe provenienti dalla parete nord del Breithorn. Un ghiacciaio in grande sofferenza. Nella parte più a valle si distinguono chiaramente le classiche formazioni rocciose a cavolfiore, dette rocce montonate, testimonianza di una presenza tutt'altro che antica del ghiacciaio (dell'ordine dei 100 anni).

 

Sulla sinistra il Birchgletscher e sulla destra il più grande Nestgletscher, al centro l'imponente Bietschhorn. Il Birchgletscher presenta la parte inferiore solo sottilmente legata alla parte superiore. Il bacino ablatore è in gran parte ricoperto di detriti. Si tratta di un ghiacciaio nero. A valle di entrambi ben visibili anche qui le rocce montonate.

 

Il Lötschengletscher è ridotto quasi allo stadio di ghiacciaio nero. Le chiazze di neve presenti giaciono sopra uno strato di detriti che a sua volta ricopre il ghiaccio. L'attività glaciale, rappresentata da seracchi e crepacci, è come si vede quasi nulla.

 

I detriti proteggono dalla radiazione solare il ghiaccio sottostante. Il ghiaccio rimane sepolto e continua ad alimentare i corsi d'acqua. Se l'intero ghiacciaio viene coperto da detriti si tratta di un ghiacciaio fossile. Questa condizione può durare anche diversi decenni, come dimostrano diversi ghiacciai fossili presenti ad esempio nelle Alpi Marittime. Ne vedremo  un esempio interessante nella prossima serie di fotografie.

 

L'acqua scorre tra ghiaccio e detriti in superficie al Lötschengletscher. Questo processo accelera notevolmente la perdita di massa glaciale.

 

Un resto di attività del Lötschengletscher. Ecco quello che probabilmente era un grande seracco, ormai riempito di detriti e accumuli nevosi semiperenni.

 

Terminiamo questa carrellata sui ghiacciai della regione del Lötschberg con un'immagine dell'imponente parete nord del Balmhorn. La sua complessa orografia ha spezzato l'omonimo ghiacciaio in diversi tronconi creando grandi seraccate. Ancora una volta, le sezioni inferiori, non più alimentate, sono destinate a una rapida scomparsa.

 

torna indietro di una pagina
aggiungi un commento

Logo e suggerimenti grafici: Emilie Barret - HTML : Nino Martino - Sviluppo del sistema di gestione dei contenuti (CMS): Roberto Puzzanghera | login