Louise Brooks, il perturbante irrompe in una vita di successo

Fascino e smarrimento di un'attrice del cinema muto

Recensione di Dina Lentini al romanzo di Laura Scaramozzino "Louise Brooks, due vite parallele"

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Laura Scaramozzino, "Louise Brooks, due vite parallele", Watson edizioni, collana ritratti.2020, acquistabile su Amazon o sul sito dell'editore, 12 euro.

Una donna ha subito in età infantile un grave trauma che, unito a difficili rapporti familiari, ha colpito la sfera più intima della sua femminilità e del suo universo esistenziale, compromettendo per sempre le sue capacità relazionali. Non si tratta di una donna qualunque: Louise Brooks è un’attrice ormai affermata che ha lasciato New York per trasferirsi a Los Angeles, dove recita nei film di un genere cinematografico sperimentale, il Nuovo Muto. La sua bellezza, il suo talento e il suo dinamismo sono in perfetta linea con il mondo di Hollywwood. Eppure un elemento oscuro e ignoto sembra nascosto nella sua mente e la aggredisce a volte improvvisamente come una sorta di richiamo, terrorizzandola. Louise reagisce scacciando il suono perturbante e continuando a sprofondare nelle relazioni effimere del suo ambiente. Finché non si trova di fronte a un altro misterioso contatto: sul cellulare le giunge l’annuncio della morte di un uomo a lei del tutto sconosciuto, trovato morto nell’albergo di una città europea. Da questo momento inizia per Louise un’avventura vertiginosa che coincide con il tentativo di analizzare il proprio passato e le sue problematiche attuali.


La sua vita pare segnata dalla rincorsa a colmare un vuoto e un’angoscia che non possono essere sanati. La sperimentazione a tutti i livelli nel campo sessuale, culturale e artistico, ha il sapore di uno scacco continuo. Le giornate si consumano in una spasmodica anestetizzazione delle paure primordiali. Il desiderio di autenticità si sbriciola, come per tante altre donne attratte dalle luci del mondo dello spettacolo, sul grande palcoscenico di Hollywood con le sue regole crudeli e la sua violenza. Le crisi aumentano.

Intanto un’altra donna sogna lo stesso incubo perseguendo tenacemente la sua vendetta. Louise la incontrerà per caso: è un’artista che si esibisce in un nightclub, una donna identica a lei.

L’autrice sceglie un registro fantastico con elementi noir per riscrivere la parabola esistenziale di Louise Brooks in una storia a più “dimensioni” che si apre a diverse chiavi di lettura e a diverse interpretazioni. Ad esempio, il tema del doppio e della scissione schizoide è declinato in diverse varianti, dalla sfera dell’io e del suo vissuto interiore all’ambivalenza sessuale, agli spazi città/campagna, centro/periferia, casa/albergo, ai tempi che oppongono passato e presente, innocenza e peccato.

Su questa base di continuo confronto si innesta il motivo del mistero. Mentre Louise cerca di sfuggire alle sue crisi, qualcosa di misterioso si verifica: una continuità con esperienze simili, la condivisione di altre esistenze sconosciute. Forse, nella sua sensibilità esaltata, la donna esprime così il suo bisogno di compassione e condivisione, la sua richiesta d’aiuto. Cerca un “varco”, un’altra “dimensione”. Forse una storia ascoltata da bambina è stata interiorizzata e adattata alla sua persona e Louise riesce così a narrare il suo incubo. O magari destini simili si rincorrono nello spazio-tempo allargato, quello che la sfera razionale non può cogliere.

L’autrice, creando due storie parallele, immagina che Louise solo alla fine, dopo il crollo della carriera di attrice che l’ha fatta comunque esistere, quando è costretta a sbarcare il lunario esibendosi nei nightclubs, si ritrovi di fronte a se stessa e finisca per accettare il dolore e la solitudine come cifre fatali della propria vita. In ogni caso, il rapporto con la vicenda “reale” della famosa attrice degli anni Trenta è sostenuto da riferimenti coerenti e verosimili intrecciati ad elementi dell’immaginario, nonché da una scrittura carica di tensione e sempre adeguata a esprimere il flusso esistenziale narrato.

Torre degli Ulivi, giugno 2020

Dina Lentini

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