Mali

Levatrici tradizionali e gestione delle emergenze ostetriche nei Distretti di Sikasso e Kolokani, Mali, West Africa

...Siamo convinti che il coinvolgimento delle LT pu˛ creare delle passerelle tra i sistemi tradizionali e convenzionali di assistenza sanitaria, e contribuire cosý alla riduzione della mortalitÓ materna e neonatale...

Genera segnalibro - Condividi

Progetto HURAPRIM – WP8

 

Levatrici tradizionali e gestione delle emergenze ostetriche nei Distretti di Sikasso e Kolokani, Mali, West Africa.


La partecipazione di Aidemet Ong nel progetto partenariale "Risorse umane per la sanità in Africa" (HURAPRIM), finanziato dalla UE, deriva da suo impegno nel rafforzamento dei sistemi sanitari locali attraverso una collaborazione organizzata e valutata tra i sistemi tradizionali e moderni di salute. Il progetto riunisce sei partner africani impegnati, 5 università e 1 organizzazione non-profit, Aidemet Ong, da diverse parti del continente, e 3 università europee ricche d’experienza). Il progetto HURAPRIM ha dato a Aidemet Ong la possibilità di testare il suo approccio sul campo e di valutarne l’efficacia nel tempo nel fronteggiare i problemi prioritari della salute pubblica, come la mortalità materna e neonatale.

Photo n° 1 : Animazione del Workshop delle LT a Massantola

Secondo i dati preliminari dell’Inchiesta Demografica e di Salute V - 2012/2013 [1], che ha escluso le Regioni del Nord del Mali, il rischio di mortalità infantile in Mali è valutato al 58 ‰; 35 ‰ per la mortalità neonatale e 23 ‰ per la mortalità post-neonatale. L'incidenza della mortalità giovanile è stimata a 42 ‰. In generale, il rischio di morire prima dei 5 anni è del 98 ‰ per tutte e cinque le regioni del Sud de Mali, vale a dire Kayes, Koulikoro, Sikasso, Segou, Mopti, e il Distretto di Bamako. In altre parole, circa un bambino su dieci muore prima dell'età di 5 anni.
Prof. Rokia Sanogo, Presidente di Aidemet Ong:

"La nostra ambizione è quella di aiutare a costruire una visione africana della salute delle comunità, nel contesto delle discussioni sul rilancio dell’Assistenza Sanitaria di Base, che si sono sviluppate in occasione del 30 ° anniversario di Alma Ata [2]. Il nostro obiettivo é di fare in modo che i guaritori tradizionali, e in particolare le levatrici tradizionali (LT), possano essere considerate come risorse umane per l'assistenza sanitaria di base a livello di villaggio, creando così dei ponti tra i sistemi tradizionale e modernio della salute [3] ".

Uno studio pubblicato nel 2013 [ 4 ], che riguarda l'impatto della formazione delle LT sulla mortalità e morbilità materna nei paesi dell'Africa sub-sahariana, conferma fortemente le ipotesi e la metodologia di Aidemet ONG e sottolinea l'importanza delle LT, che per anni è stata negata dagli esperti africani formati in occidente, dai medici e da altri scienziati. Le LT formate possono avere un impatto positivo sulla riduzione della mortalità materna e neonatale, se il programma è ben realizzato con un sistematico follow-up dopo la formazione. Ciò potrebbe essere fatto attraverso workshops congiunti tra operatori sanitari e LT, come esperienza di scambio e di apprendimento sulla base dei problemi riscontrati nei servizi di assistenza al parto. La LT può aiutare a rompere le barriere socio-culturali negli interventi dei programmi di salute riproduttiva. Tuttavia, i Progetti che riguardano le LT non dovrebbero essere “mordi e fuggi”; ma bisognerebbe gradualmente familiarizzare con il gruppo target, construire la fiducia, la trasparenza e la tolleranza reciproca, con la voglia di imparare e di creare un migliore rapporto con loro.

Photo n° 2 : Foto di gruppo a Sabougou

Alcuni casi di studio, descritti in questo articolo, mostrano come le LT formate possono essere pienamente utilizzate nel ridurre il tasso di mortalità materna e neonatale nelle zone rurali. Ciò che è necessario è l’identificazione delle LT, la mappatura della loro distribuzione e la loro formazione sui principi basici dell'assistenza primaria al parto e sulle complicazioni che devono essere inviate immediatamente alle strutture sanitarie convenzionali.

Così, l'obiettivo dell'intervento di Aidemet Ong era di migliorare e valutare un modello di collaborazione tra sistemi medici tradizionali e convenzionali, coinvolgendo le LT nella gestione delle emergenze ostetriche e nella promozione della maternità a basso rischio, in due zone sanitarie nel distretto Kolokani (Regione di Koulikoro, Mali): Massantola e Sabougou, e in una zona sanitaria del distretto di Sikasso (Regione di Sikasso): Finkolo AC.
Dr Sergio Giani, Responsabile dei Programmi d’ Aidemet Ong:

"Siamo convinti che il coinvolgimento delle LT può creare delle passerelle tra i sistemi tradizionali e convenzionali di assistenza sanitaria, e contribuire così alla riduzione della mortalità materna e neonatale".

Photo n° 3 : Raccolta e analisi dei dati a Finkolo AC

Dopo la presentazione del progetto di ricerca alle autorità sanitarie di riferimento, il team di ricerca di Aidemet Ong ha selezionato, in collaborazione con gli attori locali, circa 45 LT nelle tre aree di salute prese in considerazione dal progetto. Le LT selezionate hanno partecipato ai workshop d'organizzazione e d’informazione sulla presa in carico delle emergenze ostetriche, organizzati dal 6 al 21 luglio 2013.
Prof. Rokia Sanogo:

"E' stato davvero importante lavorare con una buona selezione di LT, secondo le definizioni dell’Unicef, dell’OMS e del UNFPA, e del Ministero della Salute del Mali: la LT è una persona che è conosciuta nel villaggio per il fatto aiutare le nuove madri durante il parto. La loro competenza viene da un'eredità di famiglia, dai parti che essa stessa a portato a termine o dal suo apprendimento presso altre LT. Di solito è una donna di mezza età, che ha già dato i natali a molti bambini viventi e che è un membro della comunità dove serve. Nei villaggi del Mali, le comunità pensano che una donna, che non ha ancora partorito, non possa assistere i parti di altre donne". [5, 6].

Durante i workshop, il gruppo di ricerca di Aidemet Ong ha facilitato il dialogo tra le LT ed il personale sanitario, sulla base di esperienze concrete delle une e degli altri, in modo da poter disegnare insieme un modello integrato di presa in carico dei casi di rischio ostetrico a livello di villaggio, definendo i ruoli ed i compiti dei diversi attori locali. Subito dopo i workshop, sono iniziate sia la prova del modello nella pratica sociale, sia la raccolta di dati per valutare l'efficienza e l'efficacia del modello definito. Infine, secondo il protocollo di ricerca, dei workshop di autovalutazione assistita sono stati programmati e realizzati, al fine di migliorare il modello in modo partecipativo e di valutare la sua funzionalità e il suo impatto.

Photo n° 4 : Consegna delle Attestazioni alle LT

Sei mesi dopo i Workshops delle LT, nel dicembre 2013, i primi dati raccolti sono incoraggianti: grazie all'impegno delle 42 LT che partecipano al progetto, 140 bambini sono venuti al mondo, vale a dire 78 femminucce e 62 maschietti. 73 donne a rischio sono state riferite o evacuate dalle LT ai Centri di Salute Comunitari. Nessuna donna é morta di parto, ma abbiamo deplorato 2 nati-morti e 1 caso di mortalità perinatale. In sinergia con l’equipe dell’UdB/DMT, questi casi sono allo studio per vedere se erano evitabili.

Dr Sergio Giani:

"In conclusione, possiamo dire che un clima di fiducia comincia a stabilirsi tra le LT e il personale locale di salute. Le LT sono in grado di riconoscere i casi a rischio e cominciano a sviluppare il riflesso del riferimento e dell’evacuazione verso i Centri di Salute dei casi a rischio. Le prime tendenze dei dati raccolti e analizzati sembrano confermare la valutazione complessiva delle autorità sanitarie e del personale circa l'adeguatezza e l'efficacia delle attività intraprese, nonché circa la rilevanza della metodologia utilizzata. Le LT, che hanno visto riconosciuta e apprezzata l'importanza del loro lavoro, si sono impegnate con entusiasmo per eseguire al meglio delle loro capacità i compiti che sono stati loro affidati. Risultati migliori seguiranno!"

Prof. Rokia Sanogo, Dr Sergio Giani, Bamako, Aprile 2014
e-mail : aidemet@afribonemali.net
Sites web: www.aidemet.org; www.huraprim.ugent.be/


Bibliografia:
1. EDSM V, Enquête démographique et de Santé au Mali 2012-2013, INFOSTAT,CPS/MS, DNSI et ICF International, (USA), version préliminaire, mai 2013.
2. OMS, Primary health care: Report of the International Conference on Primary Health Care of Alma-Ata, Genève, 1978.
3. Sanogo R. and Giani S., La Guerre des Femmes, EDIMCO, Bamako (Mali), novembre 2009.
4. Kayombo E. J., Impact of Training traditional birth attendants on maternal mortality and morbidity in Sub-Saharan African countries, Tanzania Journal of Health Research, Volume 15, Number 2, April 2013, Doi: http://dx.doi.org/10.4314/thrb.v15i2.7,
5. OMS, FNUAP and UNICEF, Accoucheuses Traditionnelles : Déclaration conjointe, OMS, Genève (Suisse), 1993.
6. MS/INRSP/DMT, Politique Nationale de Médecine Traditionnelle, Bamako (Mali), octobre 2005.

vai avanti di una pagina
critica costumi  |  cultura  |  saggi  |  societÓ  |  aggiungi un commento

Logo e suggerimenti grafici: Emilie Barret - HTML : Nino Martino - Sviluppo del sistema di gestione dei contenuti (CMS): Roberto Puzzanghera

| login