Massimo Di Nola e Luca De Biase

Spread!

dialogo veloce di due giornalisti economici sullo spread, sul debito pubblico e altre cose ancora...

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C'è qualcosa di epico nella presa del potere politico da parte del mercato finanziario. L'aumento dello spread legato al timore diffuso sui mercati finanziari di una vittoria socialista in Francia è una sorta di diretta ingerenza della logica finanziaria nel gioco della democrazia. (Repubblica, Corriere, Sole, NyTimes, Wsj)

dipinto di Bansky, della street Art, in un risciò due grassi e opulenti turisti si fanno tirare da uno smagrito bambino di colore...Senza titolo - Bansky, Street Art


Se il mercato fosse un sistema impersonale, guidato da logiche razionali, sarebbe un fenomeno tecnico. Se esistesse una volontà precisa di qualcuno, di una gigantesca banca americana per esempio, sarebbe un golpe. Se fosse la borghesia finanziaria che prende il potere contro l'aristocrazia delle caste sarebbe una rivoluzione. O almeno il tentativo di compiere una rivoluzione.

In realtà, è la conseguenza del debito pubblico. Che è stato fondamentalmente una cessione di sovranità degli stati democratici a favore dei mercati finanziari. In questo passaggio c'è qualcosa di epico. O tragico.

(Con una conseguenza: si parla di internet e democrazia. Qui si tratta di computer specializzati connessi - forse talvolta anche con protocollo ip - ma dedicati ai mercati finanziari, organizzati in modo da generare un'agenda. Fortissima).
(Luca De Biase)

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D'accordo con una postilla : spread e debito degli Stati sono due temi in separati che convergono 'occasionalmente'. Mi spiego: la speculazione, che in questo momento si manifesta sotto forma di spread, è un fenomeno che esiste comunque indipendentemente dall’indebitamento degli Stati . Questo in quanto, per com'è strutturato oggi il mondo della finanza, gli operatori (i cosiddetti mercati) sono obbligati a speculare. Sennò buona parte di essi resterebbe a casa. E’ chiaro che speculazione però ha bisogno di ''attrattori' su cui crea dei movimenti convergenti di breve durata (volatilità) che diventano 'segnali' capaci di autoalimentare il processo aggregando i comportamenti degli operatori (soprattutto se governati da algoritmi inseriti nei computer ). Il rischio sovrano (Italia, Francia,. Europa) è solo uno di questi attrattori. Che viene giocato in questo momento dai mercati forse e anche perchè mancano altre partite convincenti da giocare (materie prime, mercato emergenti, bolle hi tech ecc.) Quando ne troveranno altre, è possibile che tutta la faccenda si sgonfi.

Questo per dire tre cose:

- Che il debito pubblico va comunque messo sotto controllo, indipendentemente dagli spread per un problema oggettivo di sostenibilità fiscale. Mentre da noi si è preso sul serio il problema,solo quando sono arrivati gli spread.

- Ma anche che il signor Mario Monti o si illude o ci prende in giro (credo entrambe le cose vista la sua visibile presunzione) facendoci credere che tagliando la spesa pubblica o cancellando l’articolo 18 lo spread cali. E i fatti lo dimostrano. Se i mercati scelgono di giocare sul Rischio Italia perchè non trovano di meglio, gli basta la dichiarazione di una Marcegaglia qualsiasi per ritornare alla carica. E se non fosse stata lei avrebbero trovato qualsiasi altro pretesto. Lo stesso vale per la Francia. In vista delle elezioni e con Hollande probabile vincitore si sono preparati in tempo per giocare anche quella partita. Aiutati peraltro da Sarkozy (involontariamente? Mah..?) che poche settimane fa ha dato il via libera agli scambi allo scoperto sui titoli di Stato francesi

- Concludendo la mia convinzione è che la perdita di sovranità a cui ti riferisci non è solo subita, ma anche cercata (vedi punto precedente). E questo lo trovo alquanto... seccante.
(MassimoDi Nola)

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