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Silvia Treves

Silvia Treves

copertina del romanzo A love supreme di Nino Martino
Cover del libro da cui è stata tratta la prefazione

(N.d.R. pubblichiamo su LNdC la prefazione del libro per la sua breve analisi sul fantastico contenuta , a completamento laterale dell’articolo La fantascienza, il fantastico, il fantasy e la critica sociale), in un caso specifico

Fra tutte le filiazioni del genere fantastico, la fantascienza e le sue varie diramazioni — narrativa di anticipazione, ucronia, distopia, fantascienza catastrofica, xenofiction… — occupano un posto particolare. Questo ampio e vario filone letterario, infatti,usa uno dei cardini del fantastico, ovvero l’irruzione di un elemento incompatibile con la realtà presente condivisa, senza però violare le leggi del mondo, bensì collocando l’avvenimento o la sua origine in luoghi e tempi lontani: un pianeta lontano, il futuro, anche il passato) che non creino conflitti con il presente. Ecco allora che, “nel futuro”, l’Umanità potrà avere contatti consenzienti alieni, o attraversare un’era apocalittica, o che, in un mondo distante anni luce, le leggi naturali potrebbero essere differenti da quelle che conosciamo o anche che, “nel passato”,un avvenimento storico realizzatosi in maniera differente potrebbe aver dato origine a un presente alternativo al nostro. Questi grandi esperimenti in vitro, figli della nostra curiosità(che cosa accadrebbe se…?) possono quindi essere condotti proficuamente e proiettare la loro luce sul nostro presente permettendoci di scorgerne aspetti inaspettati e comprenderlo più in profondità

Nei primi anni del terzo millennio, però, il-futuro esiste a ridosso del presente, e l’adesso marca stretto il domani tanto da renderli quasi indistinguibili. È su questo genere di futuro “vicino” che si concentra Nino Martino nei due racconti di questa raccolta: A love supreme, che le dà il titolo, e Gli occhiali. Le due vicende, benché diverse, sono accomunate dalla presenza di elementi impalpabili che strisciando, inavvertiti nella narrazione — fanno scivolare protagonisti e lettori in un mondo che è “quasi” il nostro, gli è davvero vicinissimo… Eppure è già domani. È già un domani: forse il nostro, forse un altro che progressivamente si allontanerà da quello che abbiamo il diritto, ora, di immaginare. E mentre quel quasi futuro — non catastrofico e non distopico e tuttavia un po’ inquietante — ci aspetta all’angolo della strada i personaggi di Nino Martino vivono la loro e nostra quotidianità: si affacciano al balcone, fanno la spesa solidarizzando con la cassiera, si concedono il piacere di qualche buon acquisto, mangiano piatti invitanti dopo averli cucinati con attenzione affettuosa, lavorano al PC, telefonano agli amici. Conoscono persone che potrebbero diventare sentimentalmente importanti. Ma essendo abitanti di un mondo letterario particolare, la fantascienza, Roberto e Carlo, i due protagonisti, riescono a scorgere nel presente che con noi ancora condividono, qualche sgranatura, qualche piccolo baco che li avverte che : il domani sta per arrivare. Come in tutte le storie di Nino Martino, anche questo domani si avvicina con il passo rigoroso della scienza, della tecnologia. Le idee dell’autore, originali e prive di pregiudizi, poggiano su basi solide. Ma poiché sono poteri ed enti umani a utilizzare le nuove scoperte, A love supreme e Gli occhiali possiedono anche una sommessa, gentile sfumatura di allarme.

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