schermata iniziale di un video intervista a Mario Pesce, presidente del circolo La Dimora

Il fantastico e la fantascienza nella narrativa, nel gioco di ruolo (e anche altrove)

In una intervista a Mario Pesce, poliedrico presidente del circolo ARCI “La Dimora- Associazione Ludica Culturale”, si spazia a tutto campo, dal gioco di ruolo alla letteratura dell’immaginario, dai problemi di attualità nel campo della narrativa ai giochi di ruolo con le loro caratteristiche particolari, dalla convention genovese di letteratura dell’immaginario “Fantaxia” alle sue attività anche di scrittore. Si parla anche di Mercolibrì, la rubrica on line settimanale sui libri e gli autori dell’immaginario. Lo stile è quello consueto: a ruota libera e senza scaletta…

foto della facciata di una casa

Dialogo sul fantastico

C’è tutta una girandola di definizioni: realismo magico, weird, fantastico puro, letteratura dell’immaginario… Che senso possiamo dare a queste etichette? Ci stiamo dentro, ci aiutano a definirci, oppure ci stiamo scomodi? E perché, pur essendo scrittori di fantascienza scriviamo anche nel fantastico? Nel dialogo vivace tra una scrittrice e uno scrittore di fantascienza emergono riflessioni, rimandi alla propria vita, alle proprie passioni. A volte lo strumento adatto esprimere l’idea, la sensazione, il punto di partenza è la fantascienza, a volte il fantastico. Per entrambi il fantasy non ha invece molto spazio, perché ha regole rigide, scontate, a differenza del fantastico puro e anche della fantascienza. Nella fantascienza la base scientifica non è una vera e propria costrizione. L’incontro con l’alieno è un’allegoria dell’incontro con l’altro da sé, per esempio. Anche l’avventura, la scoperta, la risoluzione ingegnosa di conflitti o situazione il senso del meraviglioso della fantascienza permettono capacità espressive, di indagine della realtà al di là delle apparenze..

Immagine della copetina del romanzo "Il cinghiale ringrazia" di Giovanna Repetto

Un giallo dal sapore antico

Giovanna Repetto ha scritto un giallo dal sapore antico. In un centro rurale ormai turisticizzato, dove convivono sottoproletariato e nuovi ricchi,
una morte violenta conduce alle indagini del maresciallo Macaluso e di Guendalina, donna non nativa del luogo ma anima della comunità e figura positiva di umanità e apertura sociale.

copertina del romanzo "Le strade della città" di Nino Martino

Dal futuro una storia di resistenza metropolitana

Avventuroso e carico di suspence, questo romanzo breve di Nino Martino conferma la passione dell’autore per la fantascienza sociale e per tematiche di grande attualità. Già in altri lavori come “Irene” era stato affrontato l’ampio spettro di problemi legato all’Intelligenza Artificiale e, più in generale, all’uso della tecnologia nelle società post-industriali. In questo romanzo si racconta di come l’evoluzione tecnico-scientifica sia stata svuotata del suo valore conoscitivo per essere asservita a un sistema produttivo atto a soddisfare ogni forma di edonismo di una ristretta classe dominante che ha trasformato in profitto anche il proprio piacere

Intervista di Nino Martino a Claudio Chillemi

Sulla fantascienza e dintorni

Cosa vuol dire scrivere fantascienza. Differenza tra mitologia e fantasy. L’ansia del best seller. La fantascienza deve essere una narrativa di puro intrattenimento e di avventura oppure altro, non curandosi dell’appassionare il lettore? Il problema dell’idea di partenza. Il futuro della fantascienza italiana. Il rapporto fra fantascienza italiana e quella straniera

Foto di un'altra epoca: un uomo è seduto a un tavolino, con la penna in mano, guarda altrove con aria pensosa

Fu tutta colpa di mio padre

“…Il fascino della scoperta, della scoperta condivisa il confronto con l’altro da sé: questo è l’aspetto fondamentale per un prof, per un insegnante. Se voglio insegnare ma non ho il fascino della scoperta, il fascino di condividere la ricerca, come posso appassionare qualcuno? Non è necessario sapere tutto. Anche il migliore insegnante NON può sapere le risposte a tutte le cose. Anzi questo funziona in modo negativo. La presunzione di sapere tutto e di avere le risposte ad ogni cosa è deleteria. E nello stesso tempo pensare che la propria autorità derivi dal fatto di saper dare risposta a ogni domanda dello studente porta inevitabilmente al disastro. La prima volta che fai un errore sei perduto…”

copertina del romanzo "Prigionieri dell'effimero" di Nino Martino, Delos, dicembre 2023

L’avventura di Sogno III, dalle ceneri di un’utopia alla nascita di una nuova speranza

Nel romanzo “Prigionieri dell’effimero” I gemelli Alex e Hui Hing hanno ricevuto l’incarico di indagare su una morte sospetta avventa su Sogno III, un nuovo pianeta terraformato. La comunità locale ha costruito una società fluida e in armonia con la natura, apparentemente lontana dalle logiche di potere terrestri. Eppure in quel mondo affascinante è avvenuto un omicidio. L’inchiesta porterà alla luce un meccanismo di distruzione nascosto nel sistema, ma anche la possibilità di nuove alleanze nell’impegno della ricerca scientifica su nuove sconvolgenti forme di vita.

In una celebre foto, da sinistra a destra, Narcejac, Hitchcock, Boileau

Boileau- Narcejac: il giallo-noir come indagine sulle possibilità dell’esistenza.

Boielau e Narcejac hanno formato la coppia di autori francesi, ormai mitica, che ha portato nel giallo-noir novecentesco un’originale concezione del romanzo poliziesco. I crimini narrati esulano dal tradizionale romanzo d’inchiesta per descrivere le pulsioni di un’umanità alle prese con il proprio disagio circa la relazione con l’altro da sé e la percezione della realtà oggettiva. Dotati di grande capacità di analisi psicologica e sociale, Boileau e Narcejac scrivono drammi ad alta tensione che hanno un valore letterario che oltrepassa il “genere” scelto.