Mario Pesce Recensione al libro di Daniela Piegai “Ballata per Lima”. – Come ti chiami? – chiese la ragazza. Si era sciolta i capelli e si era tolta le scarpe: appariva esile e giovane in confronto all’uomo così alto. Lui la guardava con una specie di bizzarra tenerezza negli occhi chiari: – E’ un pezzo
Settemila lingue parlate da noi terrestri. Una vera babele, che non ci distoglie dal fantasticare su un eventuale contatto alieno. Se è così difficile capirsi, perfino fra coloro che parlano la stessa lingua districandosi fra gli opposti ostacoli della limitatezza e della complessità, qual è il vero enigma a cui incessantemente si tenta di dare risposta?
Fra tutte le filiazioni del genere fantastico, la fantascienza e le sue varie diramazioni — narrativa di anticipazione, ucronia, distopia, fantascienza catastrofica, xenofiction… — occupano un posto particolare. Questo ampio e vario filone letterario, infatti,usa uno dei cardini del fantastico, ovvero l’irruzione di un elemento incompatibile con la realtà presente condivisa, senza però violare le leggi del mondo, bensì collocando l’avvenimento o la sua origine in luoghi e tempi lontani: un pianeta lontano, il futuro, anche il passato) che non creino conflitti con il presente
Avventuroso e carico di suspence, questo romanzo breve di Nino Martino conferma la passione dell’autore per la fantascienza sociale e per tematiche di grande attualità. Già in altri lavori come “Irene” era stato affrontato l’ampio spettro di problemi legato all’Intelligenza Artificiale e, più in generale, all’uso della tecnologia nelle società post-industriali. In questo romanzo si racconta di come l’evoluzione tecnico-scientifica sia stata svuotata del suo valore conoscitivo per essere asservita a un sistema produttivo atto a soddisfare ogni forma di edonismo di una ristretta classe dominante che ha trasformato in profitto anche il proprio piacere
…Conviene dunque stornare l’attenzione sostituendo il mistero con una recitazione del mistero, con una rappresentazione di finti misteri, che in quanto misteri non sono indagabili, non stimolano la curiosità di capire. E la scienza da sempre si è mostrata incapace di indagare la recitazione del mistero, la rappresentazione di un finto mistero. Che è vero. In realtà, in quanto scienza, non ci pensa nemmeno a perdere il suo tempo in queste cose…
L’affascinante processo della scrittura sembra rifiutare regole, schemi, canoni. Cosa c’è dietro a un buon romanzo, un buon racconto, cosa c’è nel teatro della mente? Alcuni spunti di riflessione nell’intervista alla scrittrice Giovanna Repetto
L’immaginario è, in sostanza, la natura stessa della narrazione. Quando si “racconta una storia” che essa derivi da una serie di elementi realmente avvenuti o si tratti di pura invenzione si sarà entrati nel terreno dell’immaginario, dal momento che qualunque narrazione per essere raccontata deve subire il trattamento del cervello dell’io narrante che, per quanto fedele alla realtà, non potrà evitare di modificare in modo anche in maniera quasi inavvertibile la realtà accaduta.
Nell’intervista a Davide Del Popolo Riolo, autore ormai affermato di letteratura dell’immaginario, si parla dei suoi romanzi e dei suoi racconti, ma anche di altro. Le storie di letteratura dell’immaginario devono sembrare credibili nella loro incredibilità. Si parla del lavoro di preparazione, dello studio e dell’improvvisazione, e anche dell’origine di certi romanzi o racconti.
La fantascienza ha vestito panni molto diversi nel corso del suo viaggio ormai diventato secolare. Dalle riviste di tecnica degli anni 20 del XX secolo alla fantascienza di confine dei nostri tempi. Confini della percezione, confini dell’Io, confini della tecnologia.
Il fantastico è un genere molto antico, che affonda le radici nel mito e nella fiaba. Variegato e influenzato dall’epoca e dalle tradizioni nel quale si è sviluppato richiede definizioni flessibili che tengano conto del contesto storico e culturale. La sua natura multiforme e fecondamente ambigua consente a chi scrive di trasgredire le leggi della natura e del tempo e di porre domande sulla nostra umanità. Giocando sulle nostre paure il fantastico svela il nostro timore della diversità e può insegnarci la tolleranza.
Pescatori di sogni
Mario Pesce Recensione al libro di Daniela Piegai “Ballata per Lima”. – Come ti chiami? – chiese la ragazza. Si era sciolta i capelli e si era tolta le scarpe: appariva esile e giovane in confronto all’uomo così alto. Lui la guardava con una specie di bizzarra tenerezza negli occhi chiari: – E’ un pezzo
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