Parlare di fantascienza o più in generale di fantastico nella narrativa o nel fumetto o nel cinema è sempre un po’ difficile in Italia, soprattutto oggi. Tre autori, Giovanna Repetto, Bepi Vigna, Nino Martino ci provano.
Il mito greco di Nemesis si intreccia con le periodiche estinzioni di massa sulla Terra, i tentivi di spiegazione e con un romanzo famoso di fantascienza intitolato Nemesis di Asimov. Perché la ricorrenza periodica? Quattro teorie si sono imposte tra le tante: l’esistenza di una piccola stella compagna del Sole; il pianeta X; l’interazione della nostra stella, e del suo corteo di pianeti, con la materia presente nella Galassia; un pianeta errante.
C’è tutta una girandola di definizioni: realismo magico, weird, fantastico puro, letteratura dell’immaginario… Che senso possiamo dare a queste etichette? Ci stiamo dentro, ci aiutano a definirci, oppure ci stiamo scomodi? E perché, pur essendo scrittori di fantascienza scriviamo anche nel fantastico? Nel dialogo vivace tra una scrittrice e uno scrittore di fantascienza emergono riflessioni, rimandi alla propria vita, alle proprie passioni. A volte lo strumento adatto esprimere l’idea, la sensazione, il punto di partenza è la fantascienza, a volte il fantastico. Per entrambi il fantasy non ha invece molto spazio, perché ha regole rigide, scontate, a differenza del fantastico puro e anche della fantascienza. Nella fantascienza la base scientifica non è una vera e propria costrizione. L’incontro con l’alieno è un’allegoria dell’incontro con l’altro da sé, per esempio. Anche l’avventura, la scoperta, la risoluzione ingegnosa di conflitti o situazione il senso del meraviglioso della fantascienza permettono capacità espressive, di indagine della realtà al di là delle apparenze..
Verne scrisse ‘Viaggio al centro della terra’ nel 1863; da appassionato navigatore sulle rotte del Mediterraneo, è probabile che qualche anno prima avesse anche lui tributato alle isole Eolie ed a Stromboli un viaggio di conoscenza ed esplorazione, traendone spunto per le pagine del romanzo. Vi furono molti fim ispirati a quel romanzo e anche molte teorie sulla Terra cava
Verne scrisse ‘Viaggio al centro della terra’ nel 1863; da appassionato navigatore sulle rotte del Mediterraneo, è probabile che qualche anno prima avesse anche lui tributato alle isole Eolie ed a Stromboli un viaggio di conoscenza ed esplorazione, traendone spunto per le pagine del romanzo. Vi furono molti fim ispirati a quel romanzo e anche molte teorie sulla Terra cava
Chi ha inventato i robot? Se stiamo alla mitologia greca, il padre degli androidi è stato Efesto. Nell’articolo l’autore fa una dettagliata carrellata di storia antica da cui emergono i primi robot. Gli androidi, i robot, gli esseri artificiali dalle varie funzioni sono stati sempre nell’immaginario collettivo, un desiderio di creazione, un timore di ciò che si è creato.
Nosto, il mito del ritorno, ha sempre affascinato e anche alcune serie televisive di fantascienza, rimaste poi famose, lo hanno come sottofondo: Star Trek Voyager, Stargate Universe, Battlestar Galactica, Farscape. L’articolo le esamina e mette in evidenza il loro “nostos”
lo scrittore di fantascienza che si appresta a costruire un mondo deve farlo seguendo due insiemi ben precisi: quello ambientale (Geografia, Geologia, Cartografia, Natura, ecc…) e quello culturale (Religione, Lingua, Società, Costumi, ecc…).
l’immaginario ha sempre affascinato, è inquietante, spiazzante. Nella narrazione della vita quotidiana improvvisamente c’è un elemento che interrompe, che fa una breccia nella consuetudine. Ed emerge la realtà al di là dell’apparenza, la necessità del confronto con altro da sé o con situazioni anomale. La narrazione dell’immaginario può assumere diverse forme, diversi stili: fantascienza, fantastico puro, realismo magico, cinema, fumetti, grafica. In questa pagina vi sono anche sezioni dedicate agli annunci di eventi che riguardano l’immaginario in tutte le sue forme, interviste video a scrittori, presentazioni, report di eventi e conferenze
L’immaginario è, in sostanza, la natura stessa della narrazione. Quando si “racconta una storia” che essa derivi da una serie di elementi realmente avvenuti o si tratti di pura invenzione si sarà entrati nel terreno dell’immaginario, dal momento che qualunque narrazione per essere raccontata deve subire il trattamento del cervello dell’io narrante che, per quanto fedele alla realtà, non potrà evitare di modificare in modo anche in maniera quasi inavvertibile la realtà accaduta.
Dialogo sul fantastico
C’è tutta una girandola di definizioni: realismo magico, weird, fantastico puro, letteratura dell’immaginario… Che senso possiamo dare a queste etichette? Ci stiamo dentro, ci aiutano a definirci, oppure ci stiamo scomodi? E perché, pur essendo scrittori di fantascienza scriviamo anche nel fantastico? Nel dialogo vivace tra una scrittrice e uno scrittore di fantascienza emergono riflessioni, rimandi alla propria vita, alle proprie passioni. A volte lo strumento adatto esprimere l’idea, la sensazione, il punto di partenza è la fantascienza, a volte il fantastico. Per entrambi il fantasy non ha invece molto spazio, perché ha regole rigide, scontate, a differenza del fantastico puro e anche della fantascienza. Nella fantascienza la base scientifica non è una vera e propria costrizione. L’incontro con l’alieno è un’allegoria dell’incontro con l’altro da sé, per esempio. Anche l’avventura, la scoperta, la risoluzione ingegnosa di conflitti o situazione il senso del meraviglioso della fantascienza permettono capacità espressive, di indagine della realtà al di là delle apparenze..