foto della facciata di una casa

Dialogo sul fantastico

C’è tutta una girandola di definizioni: realismo magico, weird, fantastico puro, letteratura dell’immaginario… Che senso possiamo dare a queste etichette? Ci stiamo dentro, ci aiutano a definirci, oppure ci stiamo scomodi? E perché, pur essendo scrittori di fantascienza scriviamo anche nel fantastico? Nel dialogo vivace tra una scrittrice e uno scrittore di fantascienza emergono riflessioni, rimandi alla propria vita, alle proprie passioni. A volte lo strumento adatto esprimere l’idea, la sensazione, il punto di partenza è la fantascienza, a volte il fantastico. Per entrambi il fantasy non ha invece molto spazio, perché ha regole rigide, scontate, a differenza del fantastico puro e anche della fantascienza. Nella fantascienza la base scientifica non è una vera e propria costrizione. L’incontro con l’alieno è un’allegoria dell’incontro con l’altro da sé, per esempio. Anche l’avventura, la scoperta, la risoluzione ingegnosa di conflitti o situazione il senso del meraviglioso della fantascienza permettono capacità espressive, di indagine della realtà al di là delle apparenze..

Immagine della copetina del romanzo "Il cinghiale ringrazia" di Giovanna Repetto

Un giallo dal sapore antico

Giovanna Repetto ha scritto un giallo dal sapore antico. In un centro rurale ormai turisticizzato, dove convivono sottoproletariato e nuovi ricchi,
una morte violenta conduce alle indagini del maresciallo Macaluso e di Guendalina, donna non nativa del luogo ma anima della comunità e figura positiva di umanità e apertura sociale.

l'interno di un'astronave? La struttura di una mente?

Nel teatro della mente. Riflessioni sulla scrittura

L’affascinante processo della scrittura sembra rifiutare regole, schemi, canoni. Cosa c’è dietro a un buon romanzo, un buon racconto, cosa c’è nel teatro della mente? Alcuni spunti di riflessione nell’intervista alla scrittrice Giovanna Repetto