
Nino Martino, Carlo Ubertone
Report della lezione sul trattamento dei dati presi con Excel.
Questa lezione, svolta in aula di informatica, ha avuto come obiettivo quello di mostrare come fosse possibile effettuare una prima analisi dei dati ottenuti durante l’esperimento sul pendolo tramite il foglio elettronico.

Abbiamo visto inizialmente come utilizzare le funzioni statistiche (MEDIA() e DEV.ST.P()) per ottenere il valor medio fra i dati ottenuti nelle singole misurazioni e per valutare l’incertezza statistica associata alla misura; siamo poi passati alla rappresentazione grafica (tramite un grafico a dispersione XY) della relazione esistente fra le lunghezze misurate e i periodi ottenuti e l’abbiamo confrontata (sempre graficamente) con la formula teorica

dove T è il periodo del pendolo , l è la lunghezza del filo e g è l’accelerazione di gravità (ricordatevi di chiedere al docente come diavolo si riesce ad ottenere tale formula, non fatelo subito perché non avete ancora gli strumenti teorici necessari). Si sono utilizzate alcune funzioni fornite da Excel, la funzione PI.GRECO() che restituisce il valore del rapporto fra lunghezza della circonferenza e raggio e la funzione RADQ() che, guarda caso, permette di calcolare la radice quadrata del suo argomento. Ci si ricordi di mettere le parentesi ogni volta che si utilizza la funzione PI.GRECO(), altrimenti Excel restituisce un messaggio di errore e non calcola il solito valore (approssimativamente 3.14).
Nella formula abbiamo inserito il valore 9.81 al posto di g (in quale unità di misura?) . Vi pongo una domanda: l’esperimento permetteva di misurare il periodo e confrontarlo con le previsioni teoriche, ma potremmo anche pensare di usarlo per “misurare” il valore di g. Come?
Verificato il fatto che esisteva un buon accordo (almeno a livello grafico) fra le misure ottenute dal gruppo che si è usato come esempio e le previsioni teoriche, ci si è chiesto se, utilizzando la stima delle incertezze, non fosse possibile validare ancora meglio tale accordo.
Si sono costruiti allora, nel foglio elettronico, gli intervalli aventi per estremi:
VALOR MEDIO – INCERTEZZA
VALOR MEDIO + INCERTEZZA
e si è visto come, almeno per il gruppo usato come esempio, la previsione teorica rientrasse in tale intervallo.
Rimane ancora il problema del perché abbiamo usato la funzione misteriosa DEV.ST.P() per valutare l’incertezza: alla prossima lezione teorica l’ardua spiegazione.


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