il viso di un uomo barbuto immerso in una vertigine di stelle, galassie roteanti, con davanti all'occhio la miniatura di una torre di babele. Immmmmagine creata daa Nino Martino con dall-E
immagine di presentazione di Fantaxia 2026, la convention Genovese della fantascienza e del fantastico fantastic

Fantaxia 2026, la convention di fantascienza e fantastico di Genova

Nel solarpunk alla città distopica, che assorbe ogni spazio e cancella il mondo naturale, viene affiancata la ricerca di sviluppi alternativi. La fantascienza è presentata come uno strumento capace di mostrare che il presente deriva da scelte modificabili. Il solarpunk cerca quindi di riaprire l’immaginazione del futuro, senza considerare inevitabili soltanto gli esiti negativi.

FantastiKa, alla MEM la prima convention cagliaritana di fantascienza e fantastico

La registrazione documenta la presentazione di FantastiKa, la prima convention di fantascienza sarda (numero zero), tenutasi a Cagliari alla Mediateca del Mediterraneo, in realtà la biblioteca centrale cittadina, con l’inaugurazione imminente (8 ottobre) del primo nucleo del Museo del Fumetto.

La serata si apre con l’intervento istituzionale di Francesca Desogus, responsabile del sistema bibliotecario comunale, che inquadra la manifestazione nel percorso di valorizzazione del patrimonio fumettistico locale. Segue la commossa commemorazione di Pierluigi “Gigi” Morgia, disegnatore scomparso da pochi mesi: Bepi Vigna e l’amico Gianfranco ricostruiscono il gruppo cagliaritano nato attorno alla mostra su Corto Maltese del 1982 — che includeva Igor Tuveri, Antonio Serra, Vanna Vinci — e la carriera di Morgia tra Alter Alter, la Storia della Sardegna a fumetti e le leggende sarde; viene annunciata l’intitolazione di una sala del Centro del Fumetto al suo nome.

Il terzo tempo è l’intervento di Nino Martino, che motiva la nascita della convention e la difende argomentando: il realismo magico (Novalis, Breton, García Márquez) dimostra che il fantastico indaga il reale, i cicli della fantascienza seguono i cicli sociali (Amazing nella Depressione, Galaxy nel boom), il fantastico puro si distingue dal fantasy come crepa nella quotidianità, e i capolavori della letteratura sono tutti “di genere”, come anticipa il cyberpunk rispetto all’attuale mondo dell’IA.

Si chiude con la tavola rotonda su Nathan Never, condotta da Vigna con la disegnatrice Lucilla Stellato e il curatore Bonelli Glauco Gaudilli: la nascita della testata nel 1991 da tre giovani sceneggiatori sardi, il mestiere del disegnatore (documentazione, planimetrie, digitale), quello del curatore (gestione di venti disegnatori, tempi, coerenza), la crisi dell’edicola, un dibattito equilibrato sull’intelligenza artificiale, e l’anteprima del crossover Zagor–Nathan Never–Martin Mystère contro gli Akroniani (novembre-gennaio, otto numeri più uno speciale).

ipotesi pittorica della civiltà di Atlantide

Smoking Land, Atlantide e le Eolie

Nell’articolo «Smoking Land, Atlantide e le Eolie», Pino La Greca intreccia scoperte scientifiche, archeologia e mito.
Il punto di partenza è Smoking Land, il campo di camini idrotermali sottomarini tra Panarea e Basiluzzo.
Le nuove ricerche sui fondali e sui siti sommersi di Lipari documentano le trasformazioni dell’arcipelago nel tempo.
Da questi fenomeni l’autore prende spunto per ripercorrere le ipotesi che collocano Atlantide nelle Eolie.
Esamina le teorie di Winfried Huf e Viaceslav Jurikov, evidenziandone le difficoltà di conciliazione con i dati geologici.
L’attenzione si sposta quindi su Santorini e sulla catastrofica eruzione di Thera nell’Età del Bronzo.
L’eruzione e gli tsunami sono presentati come una possibile origine storica del racconto tramandato da Platone.
L’articolo ricostruisce inoltre i rapporti tra le Eolie e il mondo egeo attraverso testimonianze archeologiche e scambi culturali.
In questo quadro, Lipari e le altre isole avrebbero potuto appartenere alla rete di relazioni della civiltà associata al mito.
La Greca privilegia così l’ipotesi di Santorini, proponendo per le Eolie un ruolo di collegamento con il Mediterraneo occidentale.

schermata iniziale di un video intervista a Mario Pesce, presidente del circolo La Dimora

Il fantastico e la fantascienza nella narrativa, nel gioco di ruolo (e anche altrove)

In una intervista a Mario Pesce, poliedrico presidente del circolo ARCI “La Dimora- Associazione Ludica Culturale”, si spazia a tutto campo, dal gioco di ruolo alla letteratura dell’immaginario, dai problemi di attualità nel campo della narrativa ai giochi di ruolo con le loro caratteristiche particolari, dalla convention genovese di letteratura dell’immaginario “Fantaxia” alle sue attività anche di scrittore. Si parla anche di Mercolibrì, la rubrica on line settimanale sui libri e gli autori dell’immaginario. Lo stile è quello consueto: a ruota libera e senza scaletta…

immagine che raffigura la dea Nemesis

Nemesis la nascosta

Il mito greco di Nemesis si intreccia con le periodiche estinzioni di massa sulla Terra, i tentivi di spiegazione e con un romanzo famoso di fantascienza intitolato Nemesis di Asimov. Perché la ricorrenza periodica? Quattro teorie si sono imposte tra le tante: l’esistenza di una piccola stella compagna del Sole; il pianeta X; l’interazione della nostra stella, e del suo corteo di pianeti, con la materia presente nella Galassia; un pianeta errante.

foto della facciata di una casa

Dialogo sul fantastico

C’è tutta una girandola di definizioni: realismo magico, weird, fantastico puro, letteratura dell’immaginario… Che senso possiamo dare a queste etichette? Ci stiamo dentro, ci aiutano a definirci, oppure ci stiamo scomodi? E perché, pur essendo scrittori di fantascienza scriviamo anche nel fantastico? Nel dialogo vivace tra una scrittrice e uno scrittore di fantascienza emergono riflessioni, rimandi alla propria vita, alle proprie passioni. A volte lo strumento adatto esprimere l’idea, la sensazione, il punto di partenza è la fantascienza, a volte il fantastico. Per entrambi il fantasy non ha invece molto spazio, perché ha regole rigide, scontate, a differenza del fantastico puro e anche della fantascienza. Nella fantascienza la base scientifica non è una vera e propria costrizione. L’incontro con l’alieno è un’allegoria dell’incontro con l’altro da sé, per esempio. Anche l’avventura, la scoperta, la risoluzione ingegnosa di conflitti o situazione il senso del meraviglioso della fantascienza permettono capacità espressive, di indagine della realtà al di là delle apparenze..

Immagine del quadro di Rubens sulla mitologia di Fetonte

Il mito di Fetonte

Verne scrisse ‘Viaggio al centro della terra’ nel 1863; da appassionato navigatore sulle rotte del Mediterraneo, è probabile che qualche anno prima avesse anche lui tributato alle isole Eolie ed a Stromboli un viaggio di conoscenza ed esplorazione, traendone spunto per le pagine del romanzo. Vi furono molti fim ispirati a quel romanzo e anche molte teorie sulla Terra cava

locandina del film Viaggio al centro della terra,

Viaggio al centro della terra, lo Stromboli e le teorie della Terra Cava

Verne scrisse ‘Viaggio al centro della terra’ nel 1863; da appassionato navigatore sulle rotte del Mediterraneo, è probabile che qualche anno prima avesse anche lui tributato alle isole Eolie ed a Stromboli un viaggio di conoscenza ed esplorazione, traendone spunto per le pagine del romanzo. Vi furono molti fim ispirati a quel romanzo e anche molte teorie sulla Terra cava

Talos e gli argonauti

Efesto, il dio dei robot

Chi ha inventato i robot? Se stiamo alla mitologia greca, il padre degli androidi è stato Efesto. Nell’articolo l’autore fa una dettagliata carrellata di storia antica da cui emergono i primi robot. Gli androidi, i robot, gli esseri artificiali dalle varie funzioni sono stati sempre nell’immaginario collettivo, un desiderio di creazione, un timore di ciò che si è creato.