L’ermafrodito
Questo saggio di Pino La Greca intreccia una riflessione antropologica sull’ermafrodito come archetipo culturale (dalla Genesi allo Zohar, dai miti egizi a Platone, fino a Dante) con la ricostruzione di un caso giudiziario del XVII secolo. Marguerite Malaure, nata nel 1665 in Guyenne, soffriva di un prolapsus uteri che un medico inesperto di Tolosa diagnosticò erroneamente come ermafroditismo nel 1686. Conseguentemente, fu costretta dalle autorità ecclesiastiche e civili a indossare abiti maschili e assumere il nome di “Arnaud”. Dopo anni di vagabondaggio e umiliazioni, a Parigi il chirurgo Barthélémy Saviard riconobbe la vera natura del disturbo e la operò con successo. Tuttavia, la sentenza di Tolosa rimaneva valida, creando un’impasse legale: non poteva tornare in abiti femminili senza rischiare la fustigazione. Marguerite si rivolse allora a Luigi XIV con una supplica che ottenne ascolto. Una commissione reale confermò il suo sesso femminile, annullando l’ordinanza e restituendole nome e diritti. Tornata “normalizzata”, lavorò brevemente come sarta ma, abituata a una vita libera, abbandonò il lavoro e scomparve dalle cronache. Il caso illustra crudelmente l’intersezione tra errore medico, potere istituzionale e identità personale in un’epoca di scarsa conoscenza scientifica.


