L’etica medica di Star Trek

l'astronave di Star Trek esce da un vortice di pianeti frattale
Claudio Chillemi, immagine elaborata a cartone animato
Claudio Chillemi

Dove si parla di uno dei più complessi apparati etici che siano presenti nella saga: l’etica medica. Un aspetto fortemente progressista che ancora oggi (soprattutto oggi?) impone serie riflessioni


Lo scorso numero di Fondazione abbiamo avuto modo di esaminare i concetti etici che stanno alla base di Star Trek; abbiamo anche convenuto che sono proprio essi a rendere questo universo così compiuto e tridimensionale rispetto a tante altre creazioni televisive. Come promesso, ora, parleremo di uno dei più complessi apparati etici che sono presenti nella saga: l’etica medica.

Sarebbe giusto osservare che Star Trek se non fosse un serial di fantascienza, potrebbe benissimo essere scambiato per uno dei tanti telefilm “di corsia” presenti nelle nostre TV. Tante e tali, infatti, sono le implicazioni mediche che appaiono nelle storie. I dottori, poi, che hanno contraddistinto tutte le serie, sono personaggi di grande spessore e rilievo, tanto da essere considerati, non a torto, tra quelli più accattivanti. Chi non ricorda Leonard “Bones” McCoy? O Beverly “sono innamorata del capitano” Crusher? E ancora Julian “mi piace l’avventura” Bashir? Per finire con l’incredibile MOE, il medico olografico di emergenza della Voyager? Quattro tipi straordinari, ognuno dei quali ha avuto a che fare con più di un caso di coscienza.

Leonard McCoy, per sua stessa ammissione, è “un semplice medico di campagna” che viaggia, però, su un’ astronave a velocità di curvatura. Sembrerebbe un non senso, eppure è questo quello che genera l’incredibile alchimia del personaggio; il quale, pur di fronte ad alieni, malattie impossibili, morti apparenti, applica ad ogni cosa il buon senso che gli deriva dall’essere, appunto, un “semplice medico di campagna”, scoprendo, miracolosamente, che questo approccio risulta quasi sempre vincente.

Il suo rispetto per la vita travalica il semplice mondo biologico, per diventare qualcosa di più profondo, che coinvolge l’essere fin dentro la sua personalità: “Nella nostra Galassia ci sono con ogni probabilità tre milioni di pianeti simili alla Terra, e nell’Universo ci sono tre milioni di milioni di Galassie simili alla nostra; eppure ogni essere umano è unico! Capitano, non uccida quello di nome Kirk” (TOS: La Navicella Invisibile, ndr.).

Innanzi alla semplice equazione che vediamo in “Viaggio a Babel”, dove Spock è l’unico che può salvare suo padre Sarek dalla morte, anche a costo della propria vita; McCoy poco si cura di rischiare la vita di entrambi per salvare l’anziano ambasciatore vulcaniano. E lo fa, si badi bene, non per una malcelata forma di pietismo, ma perché sa che l’eventuale morte di Sarek per causa della “rigidezza mentale” di Spock, causerebbe a quest’ultimo un rimorso di coscienza senza pari. I meccanismi interni del complesso rapporto paziente-medico-parenti sono a lui ben conosciuti, alla stregua di un qualunque medico di famiglia, e questa conoscenza diventa un punto di forza nella sua professione di medico di bordo dell’Enterprise.

Quando poi è lui ad essere paziente, nello straordinario episodio “Ho Toccato il Cielo”, in cui si scopre soffrire di una malattia incurabile, McCoy applica anche a se stesso i protocolli di “buon senso” che lo contraddistinguono per tutta la serie. “Affronterò meglio la malattia se nessuno lo viene a sapere e potrò continuare il mio lavoro”, dice all’incredulo capitano Kirk. E quando gli si presenta l’opportunità di vivere i suoi ultimi giorni insieme ad una splendida donna che ha appena conosciuto ma di cui si è innamorato, anche qui non si tira indietro: abbandona tutto, la nave, gli amici e il lavoro, pur di stare insieme con lei. Dopotutto, l’uomo è più importante della sua malattia, della sua stessa vita.

Nella seconda emanazione del mondo creato da G. Roddenbberry, troviamo a bordo dell’Enterprise una donna facente funzioni di medico di bordo. Beverly Crusher con un passato tragico, la morte del marito sotto il comando di Picard suo nuovo capitano (innamorato di lei, aggiungiamo, ndr.), e con un figlio sopra le spalle. La Crusher ha una personalità forte ma discreta; non è un medico di campagna: è emancipata; non odia la tecnologia come Bones (il quale ha paura anche del teletrasporto! Ndr.), ma anzi ne fa un largo e circostanziato uso. Ma , sicuramente, il filo conduttore di tutti i medici a bordo di Star Trek, non la ignora e, per continuare con la similitudine, la imbriglia ben bene.

Nell’episodio “Questione di etica” (Star Trek TNG, ndr.), si trova appunto ad affrontare una delicatissima questione morale: è giusto rischiare la vita di un paziente che non è in pericolo di vita, per permettergli di camminare dato che è rimasto paralizzato? Fino a che punto può rischiare la medicina? Fino a che punto si debbono protrarre le cure? E’ giusto sperimentare su un paziente una cura o una procedura chirurgica se il paziente non corre nessun pericolo di morire? I temi sono forti, e la risposta che ne danno gli sceneggiatori (in questo caso il grande Ronald D. Moore del recentissimo Galactica, ndr.) è intrigante. Per il Klingon Worf la paralisi è una condizione appena più su della morte e, nella sua razza, presuppone un suicidio rituale in quanto l’essere infermo non permetterebbe di compiere il proprio dovere di guerriero. Ecco perché Worf sceglie di sottoporsi ad una rischiosissima e mai testata procedura chirurgica proposta da una collega della dottoressa Crusher; quindi la sua etica di paziente è salva. L’etica della dottoressa che interviene, però, viene fortemente criticata dalla Crusher e censurata nel suo comportamento ai limiti della legalità medica. La condanna che ne deriva è netta: la sperimentazione di una medicina o di un protocollo medico non può essere fatta a scapito dei pazienti.

Passando a Deep Space Nine troviamo il medico più giovane tra tutti quelli apparsi in Star Trek: Julian Bashir. Riguardo la questione etica, Bashir si trova nell’incredibile condizione di essere egli stesso una questione etica. Infatti, egli è il frutto della manipolazione genetica, severamente vietata dalla leggi della Federazione. Quello che gli autori di Star Trek si chiedono è semplice: fino a che punto si può spingere la manipolazione genetica? Fino a che punto si può intervenire sui geni di un bambino o su un essere adulto? E’ giusto creare una razza di uomini superiori o comunque diversi, solo grazie alla manipolazione genetica?

Il tema è affrontato in DS9 in ben 3 episodi (Il Dottor Bashir, suppongo; Probabilità Statistiche; Crisalide, ndr.). Qui si evidenzia l’estrema condanna che la Federazione dei pianeti fa della manipolazione genetica (addirittura il padre di Bashir finisce in prigione! Ndr.); ma, nello stesso tempo, si evidenzia come coloro che sono stati sottoposti a tale manipolazione vengano costantemente seguiti e, nel caso, curati, dalle strutture mediche federali. Bashir che, a suo modo, rappresenta un caso unico di potenziato genetico non recluso e/o estromesso dai suoi compiti nella società, funge da tramite tra il mondo dei geneticamente modificati e quello dei normodotati. Una funzione che il buon dottore percorre fino in fondo, conscio della delicatezza del compito, sempre in bilico tra la condanna (che la sua coscienza di medico gli detta, ndr.) per la manipolazione genetica e il suo essere (fino in fondo e senza compromessi, ndr.) un uomo geneticamente modificato. Quel che risulta è una tensione narrativa di straordinaria valenza, che cattura lo spettatore fino alla catarsi.

Sempre Bashir, in uno degli episodi più belli della terza stagione: La Scelta di Bashir, affronta un altro dei più importanti problemi etico/medici di Star Trek. Salvare un essere umano può costare allo stesso la perdita della sua identità di uomo? Julian può salvare un paziente dalla morte, ma per farlo deve cancellare per sempre la sua memoria, le sue emozioni, la sua personalità. Messo di fronte a questa scelta decide di farlo morire. Non si può salvare il corpo di un uomo ma perdere la sua vita; non si può salvare la vita di un uomo e perdere la sua essenza, vale a dire tutto ciò che lo rende unico, diverso dagli altri. Bashir compie questa scelta senza tentennamenti, interpretando il “non farai del male” del giuramento di Ippocrate nel senso più ampio e vero: quello di salvaguardare lo spirito dell’uomo anche a scapito della sua sopravvivenza fisica.

E’ singolare come gli autori di Star Trek abbiano deciso di far prendere decisioni etiche di tale portata al più giovane dei medici trekker. Bashir, infatti, proseguendo nella sua crescita come uomo e come medico, passa anche per decisioni che coinvolgono, in tempo di guerra, la scottante questione di come e quando utilizzare armi di distruzione di massa. Negli ultimi episodi della 7^ stagione, si scopre, infatti, che la Flotta Stellare (la sezione 31, in verità, ma con il bene placido della flotta, ndr.) ha volutamente infettato con una malattia incurabile Odo (il mutaforma, ndr.) per distruggere tutta la sua razza. E’ plausibile servirsi di un genocidio per vincere una guerra? Bashir lotterà con tutte le sue forze per salvare Odo, confermando in modo ineluttabile che anche la guerra ha i suoi limiti etici, e che il genocidio non rientra tra questi. “Inter arma enim silent leges”, durante la guerra le leggi tacciono, diceva Cicerone. Una massima che la Flotta Stellare applica pedissequamente pur di sconfiggere il Dominio, ma a cui Bashir (come tutto l’equipaggio di DS9, ndr.) si oppongono con tutta la forza della loro etica e della loro moralità.

In “Una Difficile Cura”, nella settima stagione di Voyager, troviamo l’MOE, il medico olografico di emergenza, innanzi ad un quesito etico che le sue subroutine (come le chiama lui, ndr.) non hanno difficoltà a risolvere in un nanosecondo. In una società dove il servizio sanitario nazionale è distribuito in base al reddito e all’importanza sociale dei pazienti (più sei ricco e importante più ti curo, più sei povero e socialmente irrilevante, meno ti curo), l’MOE si ribella e decide di dispensare le sue conoscenze mediche anche ai più deboli. Episodio che fin troppo palesemente mette alla berlina il sistema sanitario nazionale degli Stati Uniti, dove, appunto, rischi di morire se non hai una buona assicurazione; dove, al pronto soccorso, sei destinano in una o in un’altra corsia in base alla tua dichiarazione dei redditi. Tema forte e controverso nella società americana, su cui molti presidenti e candidati presidenti, hanno perso o vinto elezioni. Gli autori di Star Trek, comunque, ne danno una soluzione senza appello: tutti, ma proprio tutti, hanno il diritto di essere curati. Pensavate forse ad una soluzione differente?


puoi essere interessato anche ai seguenti articoli

Il world Building nella fantascienza

lo scrittore di fantascienza che si appresta a costruire un mondo deve farlo seguendo due insiemi ben precisi: quello ambientale (Geografia, Geologia, Cartografia, Natura, ecc…) e quello culturale (Religione, Lingua, Società, Costumi, ecc…).

L’etica futturista di Star Trek

La complessità del mondo creato da Gene Roddenberry non sta solo nell’incredibile intreccio narrativo, nella capacità di plasmare personaggi che interagiscono magnificamente tra di loro, o anche nell’immaginare “strani e nuovi mondi”; Lo spessore che ogni minuscolo granello di sabbia trekker possiede è quello di una coerenza interpretativa della realtà senza pari in tutto il palinsesto televisivo degli ultimi cinquanta anni.

intervista a Spok

Rosaria Leonardi intervistò a Bellaria, nel 2002, il famoso personaggio della serie televisiva Star Trek. Perché Spock è entrato nella leggenda, insieme a Star Trek? Per condiscendenza a stilemi mediocri e scontati di un pubblico immaginato o forse invece… Un’intervista chiarificatrice di molti aspetti,al di là del personaggio

qui di seguito potete scaricare il file pdf dell’articolo sotto licenza Creative Commons non commerciale


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Spread the love

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *