


Il 23 settembre 2026 alla MEM di Cagliari si è tenuta la prima convention di fantascienza e fantastico dopo le Tau Ceti Con tenutesi a Sassari negli anni 90. L’ultima, la Tau Ceti IV convention, si tenne al Liceo Azuni di Sassari il 16–17 maggio 1998. Il testimone ora passa a Cagliari, a FantastiKa, che si propone appuntamenti annuali su fantascienza, fantastico, horror nella narrativa, nei fumetti e nel cinema.
- Presentazione Istituzionale e contesto.
- Ricordo biografico di Pierluigi “Gigi” Murgia
- Per la Fantascienza e il Fantastico, dialogo fra Bepi Vigna e Nino Martino
- Nathan Never, fumetto di fantascienza nato in Sardegna
Presentazione Isituzionale e contesto

La responsabile del sistema bibliotecario comunale di Cagliari apre la serata
alla Mediateca del Mediterraneo, precisando che questa è di fatto la biblioteca
centrale cittadina, anche se spesso i cagliaritani stessi lo ignorano.
Annuncia che l’amministrazione comunale inaugurerà a breve (data indicata per l’8
ottobre) il primo nucleo del Museo del Fumetto presso il Centro del Fumetto,
presentandolo come il primo passo di un progetto più ampio destinato a
crescere.
Ricorda il lavoro paziente dell’associazione che ha raccolto negli
anni il materiale destinato a costituire il nucleo del museo, sottolineando —
da archivista e da dipendente comunale — l’obbligo istituzionale di custodire
questo patrimonio. Ricorda che la struttura ospita già una biblioteca
specializzata sul fumetto e sull’illustrazione.
Commemorazione di Pierluigi Murgia

Bepi Vigna commemora l’amico e artista “Gigi” Murgia, scomparso da pochi mesi:
quando lo conobbe, alla fine degli anni ’70, Murgia era già un mito locale, l’unico disegnatore sardo pubblicato su riviste nazionali, precisamente su Alter Alter, la testata più prestigiosa del momento, fianco a fianco di autori come Igor Tuveri e Giorgio Carpinteri.
Il gruppo cagliaritano di fumettisti si forma attorno al 1982, quando il circolo culturale di Gianfranco Ghironi organizza la mostra dedicata a Corto Maltese in collaborazione con un editore, e il volantino dell’esposizione fa da raccoglitore di adesioni: nasce così la “Banda” che comprende, oltre a Murgia, Igor, Antonio Serra, Mario Rivella, Vanna Vinci — quasi tutti destinati a diventare professionisti.
Gianfranco, chiamato a intervenire, ricorda l’entusiasmo pionieristico di quegli anni: la
spedizione di materiale alla fiera di Lucca, i quattordici anni di attività del circolo, la tavola che Murgia gli aveva regalato e che finì perduta in un trasloco. Propone una mostra antologica postuma e il recupero dell’eredità di quei gruppi.
Vigna riprende elencando la carriera di Murgia: le tavole per Alter Alter (incluse storie mai pubblicate per il cambio di linea della rivista), la collaborazione con Sergio Azzeni sulla Storia della Sardegna a fumetti, le tavole quotidiane per La Nuova Sardegna, la serie delle leggende
sarde, per le quali Vigna scrisse le sue prime sceneggiature proprio per lui.
Vigna descrive una persona di generosità straordinaria, condivide l’aneddoto del libro “Fantastico della Sardegna” (1988-89), pagato dall’Unione Sarda con dodici milioni di lire divisi a metà e festeggiati con grandi cene al ristorante, e annuncia che una sala del Centro del Fumetto sarà intitolata a Murgia, con ritratto di Stefania Costa.
Chiude chiedendo alla platea un applauso, alla presenza della sorella.

Per la Fantascienza e il Fantastico, dialogo fra Bepi Vigna e Nino Martino


Nell’intervento a due, nel dialogo fra Bepi Vigna e lo scrittore di fantascienza e fantastico Nino Martino,si presenta FantastiKa, la convention di fantascienza sarda al suo “numero zero”, e si chiede agli appassionati di registrarsi per dare corpo al progetto — con omaggio di un volume antologico di racconti fantastici a firma di autori come Gildo Azzori, Daniele Serra e Stefania Costa.
Il cuore del discorso è però la difesa del valore della fantascienza contro l’ostracismo
culturale italiano, che in genere pensa ai generi letterari come di serie B. VPer esempio il realismo magico — da Novalis a Breton — dimostra che il fantastico è da sempre strumento per indagare il reale, non evasione da esso (l’esempio delle calamite di Melquíades in “Cent’anni di solitudine”: la tecnologia appare magica solo a chi non la conosce).
Si parla poi di un argomento storico storico: i cicli della fantascienza seguono i cicli sociali, ne sono espressione e nello stesso tempo motore.
Amazing nasce durante la Grande Depressione come letteratura della speranza, dell’evasione dalla dura realtà e della
risoluzione dei problemi,L’erore affronta i problemi, gli alieni cattivi, e qualunque altra cosa e li sconfigge.
Galaxy nasce nel boom postbellico, con tutte le sue contraddizioni e contrasti sociali, e fa della fantascienza critica sociale. Viene poi messa in luce la distinzione tra fantasy (sistema di regole coerente, dove il mago fa il mago) e fantastico puro (la crepa che si apre nella quotidianità e costringe a guardare oltre gli stereotipi); lo stesso incontro con l’alieno — diversità radicale che mette in crisi — si può considerare come macchina narrativa infinita, come raccontato nel romanzo d’esordio di Nino Martino “Errore di prospettiva”.
Contro il disprezzo per il “romanzo di genere”, si ribatte che i massimi capolavori (“Delitto e castigo”, “Moby Dick”) sono tutti riconducibili a un genere. Viene citato infine il cyberpunk come corrente che ha anticipato l’attuale mondo di IA e robot, Si annuncia alla fine l’ambizione di portare la manifestazione nel circuito nazionale delle convention e della Italcon.
Tavola rotonda dedicata a Nathan Never e alla complessità di quello che sta dietro all’uscita di un singolo episodio



L’ultima parte è una tavola rotonda dedicata a Nathan Never. Bepi Vigna chiama sul palco Lucilla Stellato (disegnatrice) e Glauco Gaudilli (curatore Bonelli). La conversazione si snoda su più piani: la storia della testata, nata nel 1991 da tre giovanissimi sceneggiatori sardi e subito esplosa con 200.000 copie al primo numero; il mestiere del disegnatore — documentazione,planimetrie, ambientazioni futuristiche, il passaggio dal carta e china al digitale; il mestiere del curatore — gestione di venti disegnatori
contemporaneamente, pianificazione delle uscite, coerenza narrativa e capacità di risolvere problemi continui (disegnatori che passano alla Marvel, ritardi di anni, cambi di casa del personaggio); l’architettura della serie, dal modello Blade Runner al brutalismo della storia di Nova Gorizia; la crisi del canale edicola e le risposte della casa editrice.
Un ampio scambio sull’intelligenza artificiale offre una posizione equilibrata: strumento utile per documentazione e spunti, mai sostituto della mano e dell’artista.
Seguono il retroterra professionale di Gaudilli (la rivista Hazard e la scoperta in Italia di Tezuka e del fumetto giapponese) e le origini passionali di Stellato.
La serata si chiude con una rivelazione in anteprima: per novembre-gennaio un grande crossover tra Zagor, Nathan Never e Martin Mystère contro gli Akroniani, otto numeri più uno speciale — prova che anche la Bonelli punta sulla fantascienza in un momento in cui, come sostenuto da tutti gli intervenuti, il genere gode di rinnovata vitalità e attende solo riconoscimento istituzionale.

E con questa foto di gruppo si è conclusa la prima convention cagliaritana di fantascienza.
A si biri, a sa pròssima borta!
Tutte le foto presenti in questa pagina sono di Gianfranco Ghironi, che ringraziamo di avercele concesse, per la sua testimonianza storica e per la sua passione per la fantascienza


