FantastiKa, alla MEM la prima convention cagliaritana di fantascienza e fantastico

La registrazione documenta la presentazione di FantastiKa, la prima convention di fantascienza sarda (numero zero), tenutasi a Cagliari alla Mediateca del Mediterraneo, in realtà la biblioteca centrale cittadina, con l’inaugurazione imminente (8 ottobre) del primo nucleo del Museo del Fumetto.

La serata si apre con l’intervento istituzionale di Francesca Desogus, responsabile del sistema bibliotecario comunale, che inquadra la manifestazione nel percorso di valorizzazione del patrimonio fumettistico locale. Segue la commossa commemorazione di Pierluigi “Gigi” Morgia, disegnatore scomparso da pochi mesi: Bepi Vigna e l’amico Gianfranco ricostruiscono il gruppo cagliaritano nato attorno alla mostra su Corto Maltese del 1982 — che includeva Igor Tuveri, Antonio Serra, Vanna Vinci — e la carriera di Morgia tra Alter Alter, la Storia della Sardegna a fumetti e le leggende sarde; viene annunciata l’intitolazione di una sala del Centro del Fumetto al suo nome.

Il terzo tempo è l’intervento di Nino Martino, che motiva la nascita della convention e la difende argomentando: il realismo magico (Novalis, Breton, García Márquez) dimostra che il fantastico indaga il reale, i cicli della fantascienza seguono i cicli sociali (Amazing nella Depressione, Galaxy nel boom), il fantastico puro si distingue dal fantasy come crepa nella quotidianità, e i capolavori della letteratura sono tutti “di genere”, come anticipa il cyberpunk rispetto all’attuale mondo dell’IA.

Si chiude con la tavola rotonda su Nathan Never, condotta da Vigna con la disegnatrice Lucilla Stellato e il curatore Bonelli Glauco Gaudilli: la nascita della testata nel 1991 da tre giovani sceneggiatori sardi, il mestiere del disegnatore (documentazione, planimetrie, digitale), quello del curatore (gestione di venti disegnatori, tempi, coerenza), la crisi dell’edicola, un dibattito equilibrato sull’intelligenza artificiale, e l’anteprima del crossover Zagor–Nathan Never–Martin Mystère contro gli Akroniani (novembre-gennaio, otto numeri più uno speciale).

foto della facciata di una casa

Dialogo sul fantastico

C’è tutta una girandola di definizioni: realismo magico, weird, fantastico puro, letteratura dell’immaginario… Che senso possiamo dare a queste etichette? Ci stiamo dentro, ci aiutano a definirci, oppure ci stiamo scomodi? E perché, pur essendo scrittori di fantascienza scriviamo anche nel fantastico? Nel dialogo vivace tra una scrittrice e uno scrittore di fantascienza emergono riflessioni, rimandi alla propria vita, alle proprie passioni. A volte lo strumento adatto esprimere l’idea, la sensazione, il punto di partenza è la fantascienza, a volte il fantastico. Per entrambi il fantasy non ha invece molto spazio, perché ha regole rigide, scontate, a differenza del fantastico puro e anche della fantascienza. Nella fantascienza la base scientifica non è una vera e propria costrizione. L’incontro con l’alieno è un’allegoria dell’incontro con l’altro da sé, per esempio. Anche l’avventura, la scoperta, la risoluzione ingegnosa di conflitti o situazione il senso del meraviglioso della fantascienza permettono capacità espressive, di indagine della realtà al di là delle apparenze..