Il piacere di scrivere: recensione mon amour

Dina Lentini anche le recensioni fanno parte del narrare… Da sempre il lavoro legato alla scrittura è stato affiancato da un impegno costante nell’attività di studio e di critica Da sempre il lavoro legato alla scrittura è stato affiancato da un impegno costante nell’attività di studio e di critica, indispensabile non solo per la formazione

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Aurore boreali

L’articolo esplora il fenomeno naturale delle aurore boreali, descrivendone l’origine scientifica e l’impatto visivo mozzafiato. Viene inoltre approfondito il ruolo delle aurore nella narrativa, dove spesso simboleggiano mistero, magia e trasformazione, arricchendo storie di vario genere con un tocco di meraviglia e suggestione. L’articolo sottolinea come questo fenomeno abbia ispirato autori e artisti nel corso del tempo, diventando un elemento ricorrente in miti e leggende dandone una breve bibliografia. Un punto di forza del pezzo è la presenza di una galleria fotografica realizzata da Leonardo Ventimiglia, che offre una collezione di immagini spettacolari delle aurore scattate in diverse località, catturando la loro bellezza e unicità. Le fotografie di Ventimiglia contribuiscono a rendere l’articolo non solo informativo, ma anche visivamente coinvolgente, permettendo ai lettori di immergersi nell’atmosfera magica delle aurore boreali.

Cornelius De Wael – to visit the sick, 1640

L’ermafrodito

Questo saggio di Pino La Greca intreccia una riflessione antropologica sull’ermafrodito come archetipo culturale (dalla Genesi allo Zohar, dai miti egizi a Platone, fino a Dante) con la ricostruzione di un caso giudiziario del XVII secolo. Marguerite Malaure, nata nel 1665 in Guyenne, soffriva di un prolapsus uteri che un medico inesperto di Tolosa diagnosticò erroneamente come ermafroditismo nel 1686. Conseguentemente, fu costretta dalle autorità ecclesiastiche e civili a indossare abiti maschili e assumere il nome di “Arnaud”. Dopo anni di vagabondaggio e umiliazioni, a Parigi il chirurgo Barthélémy Saviard riconobbe la vera natura del disturbo e la operò con successo. Tuttavia, la sentenza di Tolosa rimaneva valida, creando un’impasse legale: non poteva tornare in abiti femminili senza rischiare la fustigazione. Marguerite si rivolse allora a Luigi XIV con una supplica che ottenne ascolto. Una commissione reale confermò il suo sesso femminile, annullando l’ordinanza e restituendole nome e diritti. Tornata “normalizzata”, lavorò brevemente come sarta ma, abituata a una vita libera, abbandonò il lavoro e scomparve dalle cronache. Il caso illustra crudelmente l’intersezione tra errore medico, potere istituzionale e identità personale in un’epoca di scarsa conoscenza scientifica.

Dalla parte degli umili

Ci sono strumenti musicali che nascono per scopi determinati, ad esempio per unire, per far danzare la gente in piazza. Strumenti che hanno già in partenza un pubblico preciso, che non è, almeno inizialmente, il pubblico dei concerti di musica classica, il pubblico dell’Opera Lirica. Rispondono all’esigenza popolare di essere uniti, di danzare insieme di fronte alla vita di fatica, conquistata giorno per giorno. Esprimono quel desiderio, quel cuore, quella passione, quella lotta. L’organetto è il capostipite di una serie. Da lui discendono poi la concertina, la fisarmonica e infine il bandoneon, nato in Germania e poi portato dagli emigrati tedeschi in Argentina dove ha preso il ruolo fondamentale di simbolo/strumento del tango. Astor Piazzolla ne è l’interprete più famoso.
Grazie a una serie di musicisti l’umile organetto, quello delle feste di paese, quello delle danze alla buona è diventato una possibilità diversa. È diventato un’espressione artistica di livello conservando la sua origine, la sua scelta di fondo. Dalla parte degli umili. In questo articolo si parla dell’organetto e di un musicista palermitano, Marcello Alajmo, conosciuto per caso, appunto a una festa di paese nell’isola di Salina