In una immagine creata da IA un malcapitato astronauta con un improbabile impermeabile cerca riparo da una pioggia di oggetti su un mondo sconosciuto

Oggetti che cadono e metodo scientifico, report della lezione

Dai dati delle misura di un’area irregolare forniti dai vari gruppi inizia una prima elaborazione rudimentale della teoria degli errori. Sviluppi ulteriori di teoria degli errori saranno fatti in occasione di un altro esperimento condotto in laboratorio. La teoria della misura e l’elaborazione delle incertezze (sarebbe meglio chiamarla così invece di “teoria degli errori” viene introdotta in questo modo a passi successivi, con livelli di astrazione sempre crescenti, si arriverà ad usare un foglio di calcolo a computer, con impostate le formule più evolute. Difficile dimenticare, in questa maniera. Quindi, in ultima analisi, si risparmia un sacco di tempo..
Qui esploriamo la possibilità di un metodo di insegnamento radicalmente collettivo, a diversi livelli, in una prima classe del biennio di liceo scientifico. Il tentativo, che pare a detti di altri riuscito, è stato quello di fondere pratica sperimentale, esigenza di teoria, costruzione di teoria, utilizzo di strumenti avanzati digitali. In quest’articolo si parla dei problemi connessi con la misura di un’area come ponte per introdurre la teoria degli errori

immagine di una lavagna su cui sono riportate le misure di un'area irregolare

una prima rielaborazione delle misure di aerea

Dai dati delle misura di un’area irregolare forniti dai vari gruppi inizia una prima elaborazione rudimentale della teoria degli errori. Sviluppi ulteriori di teoria degli errori saranno fatti in occasione di un altro esperimento condotto in laboratorio. La teoria della misura e l’elaborazione delle incertezze (sarebbe meglio chiamarla così invece di “teoria degli errori” viene introdotta in questo modo a passi successivi, con livelli di astrazione sempre crescenti, si arriverà ad usare un foglio di calcolo a computer, con impostate le formule più evolute. Difficile dimenticare, in questa maniera. Quindi, in ultima analisi, si risparmia un sacco di tempo..
Qui esploriamo la possibilità di un metodo di insegnamento radicalmente collettivo, a diversi livelli, in una prima classe del biennio di liceo scientifico. Il tentativo, che pare a detti di altri riuscito, è stato quello di fondere pratica sperimentale, esigenza di teoria, costruzione di teoria, utilizzo di strumenti avanzati digitali. In quest’articolo si parla dei problemi connessi con la misura di un’area come ponte per introdurre la teoria degli errori

dato un'area di forma irregolare tagliata da un foglio di carta gli studenti cominciano a studiare come misurarla

la misura di una area di forma irregolare – Laboratorio

Inutile piangersi addosso, la società è cambiata. Nell’epoca della diffusione della rete, la creazione del sapere tende a diventare collettiva. Non si può insegnare “come una volta”. E nemmeno è un problema di tecnologia tipo un computer ogni studente e tutti in rete. Già, ma per fare cosa?
Qui esploriamo la possibilità di un metodo di insegnamento radicalmente collettivo, a diversi livelli, in una prima classe del biennio di liceo scientifico. Il tentativo, che pare a detti di altri riuscito, è stato quello di fondere pratica sperimentale, esigenza di teoria, costruzione di teoria, utilizzo di strumenti avanzati digitali. In quest’articolo si parla dei problemi connessi con la misura di un’area come ponte per introdurre la teoria degli errori

immagine generata da una Ia: uno studente terrorizzato da uno stormo di formule incomprensibili e difficili da ricordare

La misura di un’area di forma irregolare-Premessa

Inutile piangersi addosso, la società è cambiata. Nell’epoca della diffusione della rete, la creazione del sapere tende a diventare collettiva. Non si può insegnare “come una volta”. E nemmeno è un problema di tecnologia tipo un computer ogni studente e tutti in rete. Già, ma per fare cosa?
Qui esploriamo la possibilità di un metodo di insegnamento radicalmente collettivo, a diversi livelli, in una prima classe del biennio di liceo scientifico. Il tentativo, che pare a detti di altri riuscito, è stato quello di fondere pratica sperimentale, esigenza di teoria, costruzione di teoria, utilizzo di strumenti avanzati digitali. In quest’articolo si parla dei problemi connessi con la misura di un’area come ponte per introdurre la teoria degli errori

foto di un laboratorio di fisica con gli studenti al lavoro

Alla ricerca del metodo

Alla base di questo corso c’è una ipotesi: che la fisica, che sapere la fisica, sia una cosa probabilmente molto diversa dal saper molte formule ed essere magari in grado di ricavarle una dall’altra..
Saper la fisica vuol dire osservare un fenomeno (magari un fenomeno visto tutti i giorni senza farci caso), essere curiosi e chiedersi il perché di quello che succede, fare delle ipotesi (qualunque ipotesi è buona inizialmente) e verificarle (e le ipotesi da mantenere sono quelle che sono state verificate magari con altri esperimenti). Questo corso si è svolto totalmente in laboratorio, con l’uso anche di piattaforme digitali avanzate per il lavoro collettivo.

L'usuale semplicità delle argomentazioni scientifiche

La scienza e i suoi limiti

La scienza e i suoi limiti, Scienza pura e scienza applicata. La tesi che si possa (si debba) nettamente distinguere tra ricerca pura e applicata, tra scienza e tecnologia, è difficilmente sostenibile in senso generale: non lo è sul piano dei principi, e non lo è neppure su quello pratico.

Scale e scalette, gente che esplora arrampicandosi non si sa dove, altri hanno desistito. La struttura è affascinante, ricca di scoperte, ma come fare a descriverla, a spiegarla in termini semplici e chiari per tutti?

Dobbiamo rassegnarci alla separazione tra scienza e comune sentire, e alle conseguenze negative che ne derivano?

“…Dobbiamo rassegnarci alla separazione tra scienza e comune sentire, e alle conseguenze negative che ne derivano? Vorrei saper dare la risposta, ma non sono in grado. Dico solo che se una risposta esiste la si può trovare ragionandoci su e discutendone: oserei dire, paradossalmente, con un lavoro di ricerca, che deve riguardare tanto l’educazione scientifica nella scuola, quanto ciò che è possibile fare fuori della scuola”…

Un graffito di Miss-Tik sui muri di Parigi: reare è resistere

Il suono e le onde

Nino Martino Tutti pensano di sapere cos’è il suono. Nell’articolo il brogliaccio del lavoro collettivo di un corso di formazione sull’educazione scientifica tenutosi a Ilbono (Sardegna) In altri tempi, ormai lontani, la Regione Sarda, con il presidente Renato Soru e su sua iniziativa, finanziò molti progetti per la scuola, per rinnovare la didattica nella scuola.